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A chi e a cosa serve oggi il sindacato 

Riceviamo:

Oggi, secondo me, ci sono due sindacati (non mi riferisco evidentemente alle sigle). C’è quello che appare in televisione, sui giornali e dà un’idea di autorevolezza, di forza, di potenza, ed è il sindacato nazionale; l’altro sindacato, quello dei luoghi di lavoro, non è visibile salvo che per avvenimenti isolati e in genere, negativi come ad esempio la chiusura delle province, di stabilimenti, crisi di produzione, morti bianche etc. Chi vive quell’esperienza in modo diretto (lavoratori, delegati) o indiretto (funzionari di zona, provinciali, regionali e nazionali) prova sulla propria pelle il peso di un lungo e continuo declino, un senso di impotenza di fronte allo strapotere e alla perdita di punti di riferimento che costituivano fino a qualche tempo fa la loro forza.

I loro iscritti sono prevalentemente lavoratori adulti, con lavoro a tempo indeterminato, determinato, precario e pensionati. Tutte le nuove figure del mercato del lavoro sono sottoimpiegati: dai giovani ai lavoratori non standard, dalle donne agli immigrati. I sindacati hanno fatto e stanno facendo grande attenzione al reclutamento di queste figure e ai loro interessi, senza grande successo. Questa situazione determina indubbiamente un grosso problema che non è facile risolvere: tutelare gli iscritti o farsi portatori degli interessi generali di tutti i lavoratori e le lavoratrici? Ecco l’impietosa fotografia di una fetta significativa dell’Italia del nuovo millennio, composta prevalentemente (ma non solo) di giovani.

Un esercito senza armi, voce, tutele, prospettive e santi in paradiso. Un esercito di ricattabili e sul ricatto si regge infatti oggi una grossa fetta del mercato del lavoro italiano: è accettabile che l’incontro tra domanda e offerta di occupazione oggi si basi sul principio “O ti mangi questa minestra o salti dalla finestra”? Forse non dovrebbe esserlo, ma a quanto pare è così. A questo punto credo che sia arrivato il momento di ritornare a proporre lo scioglimento delle singole Confederazioni per la nascita di un sindacato unitario; un sindacato in grado di salvaguardare i diritti civili, politici e sociali nel nostro paese, concorrendo attivamente ad alimentare una coscienza della partecipazione e della solidarietà.  

     Carlo Sorbetto

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