Cultura

A proposito di “civismo e candidature alla Presidenza della Regione

Riceviamo:

“Dopo aver appreso della designazione di Giancarlo Cancelleri a candidato alla carica di Presidente della Regione Sicilia per il M5S, da nisseno, non posso che esprimere il mio sincero compiacimento misto alla speranza che questo non si trasformi nell’ennesima delusione.

Detto ciò, mi permetto di sviluppare alcune personali riflessioni.

Senza entrare nel merito delle cosiddette “regionarie”, termine che ha inteso identificare le modalità di selezione dei candidati del M5S, tralasciando di commentare le critiche che, anche dall’interno dei pentastellati, sono state mosse e riportate sui giornali in ordine ad un’investitura già annunciata, che ricorda di fatto, se non nelle procedure, la proclamazione nelle primarie del PD di renziana memoria, mi soffermerei proprio sulle prospettive che questa candidatura e in generale la proposta del M5S possono rappresentare.

E’ indubbio che in atto il M5S è l’unica forza a caratura regionale e nazionale di matrice autenticamente civica che si pone come contraltare al sistema contorto dei partiti tradizionali.

Ma, se da un lato il M5S si pone  come alternativa civica agli schieramenti di estrazione ideologica, d’altra parte, non può non considerarsi la nuova dimensione del c.d  “civismo politico” che a Palermo ha fatto da traino per l’elezione di Leoluca Orlando a Sindaco, ma che in altre realtà, come Messina, Caltanissetta ed Enna, con identica ed autentica origine civica, sta cercando, pur scontando le difficoltà derivanti anche dalla dimensione localistica delle proposte, di dare centralità alla diretta responsabilizzazione dei cittadini.

Certo, condivisibile ed auspicabile è l’idea espressa da Cancelleri di voler convincere i singoli cittadini, soprattutto quelli che non vorrebbero andare a votare, a sostenere la sua candidatura e la lista del M5S, ma penso che una proposta politica di governo non possa non partire dalla volontà e dalla capacità di sapere aggregare e fare sistema.

Non devo certo ricordare all’On. Cancelleri che la sua esperienza politica parte proprio dalla condivisione di un progetto civico che nel 2009, per le elezioni amministrative a Caltanissetta, e su sollecitazione di Intesa Civica Solidale, ha visto gli allora “grillini” collaborare appunto con “Intesa Civica Solidale” per dare inizio ad una prospettiva autenticamente civica che non si è, poi, voluta sviluppare per le elezioni amministrative del 2014.

Oggi, proprio per dettare i tempi e i termini di un cambiamento radicale necessario per una reale prospettiva di sviluppo della Sicilia, toccherebbe al Movimento 5 Stelle essere quella forza aggregatrice dell’autentico civismo politico che funga da catalizzatore delle singolari esperienze che aspettano di convogliare il proprio impegno in un polo civico della cittadinanza attiva.

In questa prospettiva, però, le dichiarazioni rilasciate dall’On. Cancelleri, che contengono anche l’auspicio di una sua elezione a Presidente della Regione, ci lasciano perplessi in quanto, egli dice, che nell’ipotesi di non avere una maggioranza in Assemblea Regionale, si chiederà in aula l’aiuto degli esponenti eletti in altri movimenti civici.

Allora, perché non da subito aggregare un’area civica forte?

La forza prorompente che il M5S può rappresentare potrebbe essere veramente determinante se sarà capace di non isolarsi, soprattutto nella fase di costruzione di un ambito politico, quello civico, che non può essere lasciato alla mercé di chi vuole utilizzarlo come espediente per mantenersi al potere o riciclarsi.

Quindi, la sfida per Cancelleri ed il M5S è duplice: sapere elaborare un programma elettorale convincente e concreto al di là delle proposte spot del taglio delle indennità e dei vitalizi; e in vista delle scadenze nazionali, fare partire dalla Sicilia una vera rivoluzione civile che senza trascendere nel populismo sappia infrangere i vecchi schemi della politica mettendo insieme in un’unica area civica la società civile e tutte quelle figure di alto spessore morale che, seppur lontane dalla politica, hanno lavorato in diversi ambiti per il bene del nostro paese.”

                     Michele Pilato

In alto