Elezioni Regionali 2017

A proposito di elezioni regionali

Riceviamo:

“E ci risiamo, in vista delle prossime elezioni regionali si è riaperto il “circo dell’assurdo”, la “Strabuttanissima Sicilia” è nuovamente messa all’asta da banditori che vogliono lucrare sulle debolezze dei cittadini e sull’incertezza del presente per costruirsi rendite di posizione.

Personaggi che hanno infranto sistematicamente l’etica pubblica nell’agire politico, da destra e da sinistra, riscendono in campo, spesso dopo aver saltellato di schieramento in schieramento, per cercare di attrarre consensi e mantenere l’assurdo sistema di potere che hanno costruito.

Le parole come, morale, coscienza, responsabilità, bene comune, diritto, hanno una storia e spesso, nel tempo, vengono manipolate per motivare condotte che ne alterano il significato originario. Forse, è questo quello che accade nella testa dei voltagabbana: cambiare il significato che si dà all’espressione coerenza perché è cambiato il senso originario del proprio agire.

Ma il punto è: chi deve valutare la coerenza politica di questi personaggi che infestano le Istituzioni pubbliche? Ma soprattutto, vogliamo mantenerlo ancora in vita questo sistema?

Si grida al populismo per delegittimare movimenti organizzati direttamente dai cittadini con forme di partecipazione spontanea e si rimane faziosamente silenti per lo spettacolo indecoroso a cui si è assistito nell’allestimento delle liste elettorali dei vari schieramenti!

Da destra, Musumeci ci vuole convincere che la Sicilia “diventerà bellissima” con Miccichè, Schifani, Genovese sotto la regia di Cuffaro e Lombardo. Da sinistra Micari ci propone una “Next Generation” politica con pupari “old style” come Lumia, Cardinale e Crocetta; entrambi spacciando le rispettive proposizioni come una sinergica collaborazione tra politica tradizionale e civismo politico.

“Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra? Tutti noi ce la prendiamo con la storia, ma la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria…..”, così cantava Giorgio Gaber in un suo celebre brano musicale ironicamente  antisistema.

La scadenza elettorale segna sempre un momento di possibile cambiamento perché le valutazioni che il cittadino deve saper fare riguardano due aspetti: la validità delle idee e dei metodi di selezione, la capacità e la coerenza degli interpreti.

I due aspetti, però, non necessariamente si presentano univoci. Infatti, un progetto politico può risultare migliore dei suoi interpreti, come può valutarsi che gli interpreti siano migliori del progetto politico proposto.  Nel primo caso, evidentemente, occorrerà rafforzare l’idea con un’ampia partecipazione dei cittadini, nel secondo caso, mancando l’idea, gli interpreti e coloro che la vogliono rappresentare perdono di significato se non per il loro personale interesse politico e di potere.

E’ indubbio che, in atto, il M5S è l’unica forza a caratura regionale e nazionale di matrice autenticamente civica che si pone come contraltare al sistema contorto dei partiti tradizionali.

Personalmente penso che il cambiamento nella nostra Regione potrà innescarsi solo se si darà definitivo avvio ad un sistema della partecipazione democratica dei cittadini con la valorizzazione dell’autonomia statutaria per renderli effettivi protagonisti delle scelte politico amministrative, eliminando quelle sacche di privilegio che la “casta” vuole mantenere. Questo significa che chi oggi legittimamente si identifica come l’emblema dell’impegno civico sappia costruire sui territori un dialogo costante con le diverse espressioni civiche presenti. Infatti, auspicando un vero cambiamento politico-sociale, occorrerà realizzare un modello partecipativo che sia fondato su un riequilibrio delle responsabilità e sulla consapevolezza dei cittadini di essere parte di una comunità solidale. Il confronto è il primo passo per l’acquisizione di una matura coscienza civile.”

                                                                                                                      Michele Pilato

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