Politica

Arialdo Giammusso: l’integrazione deve essere bidirezionale

Riceviamo:

“Leggo con stupore che nei giorni scorsi un gruppo di ragazzi  dell’Oasi Cristo Re di Caltanissetta sono stati accompagnati in visita in una moschea cittadina. Vedere in foto i nostri ragazzi inginocchiati e senza scarpe sui tappeti, insieme alla loro insegnante con il velo al capo, intenti ad ascoltare le parole dell’Imam, mi ha fatto molto riflettere, anche perché tutta la vicenda è stata gestita in nome della cosiddetta integrazione!!!

A mio avviso integrazione significa anche reciprocità e quindi mi aspetto che a breve un gruppo di ragazzi musulmani si inginocchi in Chiesa ascoltando un Sacerdote che illustri loro i fondamentali principi della fede Cristiana ed il Vangelo.

Se così non sarà, e lo temo fortemente augurandomi di essere smentito, saremo dinnanzi all’ennesimo tentativo di far passare per accoglienza una visione a senso unico delle cose. Una visione che prevede la prostrazione della nostra gente ai voleri, alle usanze ed ai costumi altrui, ed in questa occasione temo anche al proselitismo.

L’Islam non ha nulla da spartire con i valori fondanti della cultura che ha reso grande l’Italia e l’Europa ed i nostri ragazzi potrebbero apprendere qualche nozione su di esso anche nelle aule delle loro scuole: non sono necessarie e sono poco educative le visite di cortesia a senso unico! 

Concludo con le parole di Samir Khalil Samir, islamologo e consigliere di Benedetto XIV per i rapporti con l’islam:

“Le città sono già occupate – scrive Samir- gli immigrati vanno a stabilirsi attorno alla città e la conseguenza più banale è che si formano dei quartieri abitati solo da immigrati”. Così si formano le Molenbeek di tutta Europa. Quartieri dove la sharia diventa legge. E dove i musulmani la fanno da padroni. Si radicalizzano, fanno proselitismo. E l’Europa, gli Stati restano a guardare. Il motivo, spiega Samir, è che gli occidentali non hanno capito che “l’Islam non è una religione nel senso cristiano della parola”. “Per noi la religione è un rapporto personale tra me e Dio – aggiunge – nel sistema islamico, la religione è tutto. È un progetto globale: spirituale, sociale, intellettuale, familistico, economico, politico e militare. Include il modo di mangiare, di vestirsi, di stare con gli altri, di vivere. L’islam entra in ogni cosa” Arialdo Giammusso

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