Cultura

Caltanissetta: incontro congiunto del Consiglio Pastorale Diocesano e del Consiglio Presbiterale sul lavoro

In questi anni la nostra Diocesi si è occupata della tematica del lavoro sotto vari aspetti: formazione per donne immigrate, sensibilizzazione nelle scuole superiori, collaborazione con la Pastorale Sociale e del Lavoro e con il Progetto Policoro, il Microcredito Impresa.  Nell’ottobre 2016 la Consulta delle Aggregazioni Laicali, la Pastorale Sociale e del Lavoro e la Caritas hanno organizzato un Meeting dal titolo “Il territorio è risorsa… la fatica della speranza”: con la presenza di realtà imprenditoriali, scuole, banche, sindacati ed istituzioni pubbliche, che si sono confrontati sul tema del lavoro, in maniera particolare rispetto alle risorse e alle criticità del nostro territorio.

  1. DENUNCIA

“Il diritto di rimanere nella propria terra” è il nome della campagna lanciata in occasione del Giubileo della Misericordia su invito della CEI, riferendosi alla situazione dei tanti immigrati che fuggono dagli orrori del loro Paese, ma per noi anche alla situazione dei tanti giovani, inoccupati e disoccupati, che sono costretti a lasciare la propria terra ed i propri affetti per cercare un lavoro che possa garantire un vivere dignitoso e la stabilità necessaria per dare radici alla propria vita.

Volendo dare dei dati, possiamo riferirci a quanto rilevano periodicamente l’Inps, l’Istat e altre fonti per la regione Sicilia:

  • nel biennio 2014-2016 a fronte di una lieve diminuzione dei licenziamenti (5,18%) non sono aumentate le trasformazioni dei contratti precari verso forme più stabili (-5,72%) né sono stati creati nuovi posti di lavoro (-2,18%). In quest’ultimo caso la contrazione maggiore ha interessato proprio i contratti a tempo indeterminato (-16,76%);
  • il tasso di disoccupazione nel nostro territorio nel secondo quadrimestre 2016 (Istat) è pari al 22,01%. La disoccupazione giovanile maschile presenta un tasso pari al 57,4% e quella femminile al 56,9%. Relativamente a questo aspetto, secondo uno studio condotto dalle Acli, la Sicilia ha il triste record in Italia per quanto concerne i Neet [Not (engaged) in Education, Employment or Training], ovvero i giovani che non sono presenti in percorsi formativi o lavorativi: la quota nazionale è pari al 23,9% (contro una media europea del 15,9%) ma in Sicilia i Neet rappresentano ben il 37,7% dei giovani tra i 15 e i 29 anni.
  • Questo fenomeno è fortemente legato anche al dato sugli abbandoni scolastici e Caltanissetta tocca il record negativo del 41,7% di giovani che non conseguono il diploma; a cui si aggiunge la drastica riduzione di immatricolati all’università che in Sicilia ha registrato dal 2006 al 2011 un calo del 35%.
  • da uno studio di Confimprese nel primo trimestre del 2016 emerge che in Sicilia sono scomparse dal tessuto produttivo locale 23.294 aziende mentre le aperture sono state appena 3.716. Altre informazioni riguardano il valore dei titoli di credito protestati nel 2015 pari a 67 milioni di euro. Quest’ultimo dato è particolarmente allarmante «perché contribuisce ad alimentare un esercito di ‘invisibili’ del credito – formato da cittadini e ex o aspiranti imprenditori – che spesso si rivolge al mercato nero e parallelo dell’usura»;
  • Secondo Link Lab, l’Osservatorio suicidi per motivazioni economiche istituito nel 2012, i dati rilevati vedono la Sicilia al secondo posto per numero di tentativi di suicidio e registrano un raddoppiamento dal primo semestre 2014 (6,3%) al corrispondente periodo 2015 (12,7%). Se prima il fenomeno dei suicidi per motivi economici interessava perlopiù le regioni del Nord-Est, oggi la maggior parte dei suicidi avvengono nelle Regioni del Centro Italia (27,2%) e del Sud (25,9%). Tale differenza geografica si riflette in una nuova rappresentazione della condizione professionale delle vittime di suicidio: oltre la metà (50,6%) dei casi coinvolge ora i disoccupati mentre scende al 34,6% (contro il 46,1% del 2015) la percentuale di imprenditori suicidi. Guardando alla fascia d’età si è assistito ad un incremento significativo del numero di vittime tra i 45 e i 54 anni.

  1. ASCOLTO E NARRAZIONE

Dieci anni o poco più hanno cambiato il nostro modo di relazionarci: Internet, i telefoni cellulari, la televisione multicanale hanno cambiato i sistemi di relazione/comunicazioni.

Alcuni paesi sono entrati con forza nell’economia mondiale stravolgendola, con una velocità ed una capacità di penetrazione dei mercati davvero impressionante, grazie, anche ad un basso costo del lavoro.

Le speculazioni hanno portato ad indebitamenti oltre ogni misura, lo sfruttamento dei poveri (paesi e uomini), i mancati controlli e la regolamentazione dei mercati, ecc.

Questi solo alcuni dei motivi per cui oggi il mondo è stato “s”travolto da un’ondata di crisi come non si era verificata da quasi 100 anni.

  1. BUONE PRATICHE

La lettera pastorale La nube e la voce… abitare da cristiani la storia per l’anno 2016-2017 consegnata alla comunità nissena dal nostro Vescovo Mons. Mario Russotto ci chiede di «essere sempre e ancor più una Chiesa… con il coraggio di uscire, con la responsabilità di annunciare, con l’impegno di abitare la storia, con l’arte di educare ed educarci e con il dono della gioia del trasfigurare».

In questi anni la nostra Diocesi ha posto al centro il problema del lavoro e, soprattutto con il Microcredito, sono nate oltre 100 nuove imprese.

Il nostro obiettivo è stato quello di favorire l’accesso al credito per contribuire a migliorare il livello di vita di soggetti che vogliono intraprendere una attività imprenditoriale; la Caritas diocesana di Caltanissetta si è proposta come motore dell’iniziativa anche grazie alla conoscenza delle necessità del territorio e come garante delle qualità morali ed etiche dei soggetti beneficiari, conduce l’iter di preistruttoria e partecipa al comitato tecnico per l’esame delle idee imprenditoriali. Le Banche di Credito Cooperativo hanno offerto la loro indispensabile collaborazione alla realizzazione del progetto.

I finanziamenti sono concessi a ditte individuali, ditte a conduzione familiare, piccole cooperative, società di persone, senza tenere conto di età, sesso, razza, religione o credo politico, per la costituzione e l’avviamento di nuove attività imprenditoriali. Ad esclusione di tutte quelle attività che, possono ostacolare lo sviluppo umano o contribuire a violare i diritti fondamentali della persona.

L’importo massimo concedibile è di euro 25.000,00, la durata dei prestiti non può superare 60 mesi e viene applicato un tasso fisso pari all’1%.

  1. PROPOSTA

È necessario che accanto ad un’economia di sviluppo, cresca anche una vera economia solidale. Cominciando, nel proprio piccolo, a non ritenere necessario ciò che invece è superfluo, educandoci al risparmio e all’acquisto consapevole, creando luoghi di scambio (di beni, di idee, di servizi), sviluppando l’interesse per la cosa pubblica e alimentando il desiderio di fare e di fare insieme (cooperative, consorzi…).

Proprio su questo ultimo punto, sarebbe auspicabile avviare processi che diano:

  • la possibilità di creare nuove imprese, grazie allo strumento del microcredito, che ha avuto nella nostra diocesi grandi risultati;
  • la possibilità di fare dei tirocini formativi sia nel no profit che nel profit, pensando anche a modalità lavorative che tramite un sistema di crediti d’imposta decrescenti aiutino le nuove assunzioni, in particolar modo nei servizi alle persone, per poter anche combattere il lavoro nero;
  • la possibilità di assicurare una premialità per le aziende che ospitano e successivamente assumono studenti che effettuano tirocini o percorsi scuola-lavoro;
  • la possibilità di creare e avviare “Cooperative di comunità” promosse dalle comunità parrocchiali o cittadine, per garantire quei servizi che lo Stato non riesce ad assicurare.

Si propone a tale proposito di organizzare un Seminario di formazione per costituire le cooperative di comunità coinvolgendo tutte le parrocchie della Diocesi.

I Consigli Pastorale e Presbiterale propongono inoltre di sviluppare un progetto di cultura del lavoro e di promuovere iniziative in direzione:

  1. dell’integrazione tra ambiente, agricoltura, artigianato e nuove tecnologie, con un sistema informativo sulle aziende e sui processi lavorativi degli alimenti e investimenti sulla riqualificazione del territorio urbano e dei centri storici;
  2. della raccolta differenziata dei rifiuti;
  3. dell’alternanza scuola-lavoro soprattutto in direzione dei beni e del turismo culturale;
  4. dell’imprenditoria femminile;
  5. della promozione degli asili-nido in casa (tagesmutter) previsti dalle normative vigenti;
  6. dell’economia “in” comunione.
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