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Celebrata la Giornata del ricordo delle Foibe all’I.I.S.S. Mottura

L’Istituto “S. Mottura” non dimentica la Giornata del ricordo delle foibe, il 10 febbraio, come da calendario della Repubblica italiana, per commemorare gli Italiani torturati e gettati nelle foibe alla fine della Seconda guerra mondiale e quanti hanno dovuto abbandonare case e lavoro per sfuggire al terrore imposto dai vincitori, i comunisti di Josiph Tito, leader della Jugoslavia.

Giorno 12 Febbraio la Dirigente scolastica, professoressa Laura Zurli, e il professore Fernando Barbieri hanno presentato agli studenti delle classi quarte dell’Istituto Tecnico e del Liceo scientifico, attraverso un video realizzato dal “Laboratorio dei sogni”, la storia della maestra Anna Maria Bruno e del padre Luigi, infoibato nel 1945 dai titini.
La giornata, organizzata dalla professoressa Ignazia Lo Presti, ha visto l’esibizione al pianoforte di Andrea Gallina della classe quarta sezione C, che a nome di tutti gli allievi dell’Istituto ha dedicato un brano musicale a Luigi Bruno e a quanti sono morti a causa dell’odio etnico.

La signora Bruno ha emozionato gli studenti riportando l’esperienza di una bambina di 7 anni inconsapevole di quello che le sarebbe accaduto, proprio mentre in Europa si festeggiava la Liberazione dal nazifascismo. Le crea ancora dolore il ricordo dei momenti in cui vide uscire da casa, per non far più ritorno, il proprio papà e il successivo abbondono dei luoghi dove era vissuta per iniziare l’esodo in varie località italiane fino a Caltanissetta. Il racconto si riveste di tristezza quando descrive una ferita che a fatica è stata rimarginata: l’essersi sentita diversa e l’aver nascosto di essere profuga italiana dentro la propria patria.

“Questo spiega come i nazionalismi e i pregiudizi siano portatori di odio, morte e sofferenza” – afferma la Dirigente scolastica – “per cui è necessario infondere nei giovani gli anticorpi democratici per opporsi ad essi. Lavorare sulla memoria significa costruire sulla storia le basi del futuro, in primo luogo per rendere omaggio alle vittime e poi per non commettere gli stessi errori del passato perché l’odio e la violenza riemergono quando abbassiamo la guardia.”

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