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Commemorati i Carabinieri caduti a “Passo di Piazza”, durante l’ultima guerra

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Il 10 luglio, presso il Sacrario del cimitero Monumentale di Gela (CL), per la prima volta dopo 74 anni, è stata commemorata la memoria dei tre giovani Carabinieri Antonio DI VETTA, Donato VECE e Michele AMBROSIANO, ai tempi in servizio presso il posto fisso di “Passo di Piazza”, località gelese posta proprio ai confini tra le coste di Gela e di Scoglitti, di enorme interesse strategico all’interno del contesto bellico, per la presenza della linea ferroviaria Gela – Vittoria, caduti all’alba del 10.07.1943, durante la 2^ Guerra Mondiale, a seguito dello sbarco americano nell’operazione denominata “Husky”.

aAlla presenza delle Autorità locali, dei militari del Reparto Territoriale di Gela in servizio ed in congedo, della Rappresentanza militare e della cittadinanza, il Comandante Provinciale di Caltanissetta, Col. t ISSMI Gerardo Petitto, durante una sobria quanto toccante cerimonia ha ricordato i cruenti fatti, la cui conoscenza è emersa grazie al contributo di lunghe e difficoltose indagini, dato il grande lasso di tempo trascorso, condotte dalla Procura Militare di La Spezia e dal Cav. Domenico Resciniti, già Comandante della Stazione di Gela e ora Pres. della locale Sez. A.N.C., nonché il contributo di alcuni storici locali e non.

Quindici militari dell’Arma, facenti parte del Posto Fisso di Passo di Piazza, catturati dalla soverchiante forza delle Truppe americane sbarcate, dopo la resa, disarmati e privati di tutti gli effetti personali, furono passati per le armi. Di questi, tre, i Carabinieri Antonio DI VETTA, Donato VECE e Michele AMBROSIANO, caddero esanimi mentre gli altri, anche feriti, furono prima legati ad un albero di ulivo e poi tradotti in campi di prigionia in Algeria.

Verità, memoria e storia devono seguire la stessa via, senza giudizi di valore ma con la doverosa coscienza che, troppo a lungo, un fatto eroico e’ stato quasi del tutto fatto cadere nell’oblio. La storia, infatti, per noi militari e’ fattore fondamentale di coesione e valore morale imprescindibile. mai dimentichiamo che i nostri caduti, tra tutti quelli che ci hanno preceduto : sono quello che noi saremo, e sono stati quello che noi siamo”, questo il senso del significativo discorso del Comandante, che ha inteso ricordare i tre giovani caduti dell’Arma e i loro sventurati commilitoni, posti a difesa della propria Patria, alla cui memoria l’Arma ha deposto una corona di alloro.

 

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