Politica

“Habemus Candidati”

Riceviamo:

HABEMUS CANDIDATI. Quindi finalmente abbiamo i candidati che alle prossime elezioni si presenteranno e chiederanno il voto per rappresentarci. Non è stato facile, come non lo è sempre, comporre le liste; se in alcuni partiti/movimenti certi personaggi erano scontati, in altre si è assistito a vere e proprie lotte e rivolte, beghe interne o voglia di esprimere il proprio, ambizioni personale e familiari che alla fine in alcuni casi hanno prevalso ed in altri hanno solo avuto un contentino e la promessa di una candidatura in future competizioni elettorali. Ma si sa la politica, direbbe chi ci vive dentro e la conosce, è fatta così, come una scacchiera dove il giocatore sistema le pedine e le muove a suo piacimento. Molti, ingenui pochi ormai, pensano che far politica sia un impegno morale, una missione, ma purtroppo più passano gli anni più ci si rende conto che gli interessi, gi intrighi, i giochi sono altri che vanno al di là della vera essenza del far politica. Potere, potere e potere, arroganza, voglia di predominare l’opinione pubblica con atteggiamenti superiori che fanno del politico non il referente che guarda alla gente e alle loro problematica per risolverle, ma al contrario come un “Rais” a cui, dopo un’anticamera, rivolgersi per chiedere quello che spesso son sacrosanti diritti, fatti passare per favori. Altro sono i favori che delle volte tanto leciti non sono, i famosi favoritismi.

Sta di fatto che ad ogni elezioni ci si ricorda delle problematiche del territorio, si trovano metodi, sistemi e soluzioni agli annosi problemi che ci affliggono.
Non sto qui ad elencarli, sono noti a tutti, ma quello che non riesco proprio a digerire è che come avviene ad ogni ricorrenza elettorale assisteremo ad una campagna elettorale dove i vecchi candidati mostreranno quello che hanno fatto, mentre i nuovi, sono più agevolati perché essendo ancora puri possono dire e promettere tutto ciò che vogliono.
Gli uscenti, cosa verranno a raccontarci di positivo del loro mandato, su cosa hanno inciso, cosa, grazie a loro, è migliorato, cosa effettivamente noi, che li abbiamo mandati a Roma, abbiamo avuto come “contropartita” ?

Se ritorniamo al 2013, anno delle ultime nazionali, a livello comunale avevamo come Sindaco Campisi , e come Presidente della Regione Crocetta; oggi ci sono Ruvolo dal 2014 e Musumeci dal 2017. Il quadro politico sia a livello comunale che regionale è sicuramente cambiato; tutti sappiamo come è cambiato a livello comunale, vedremo l’evoluzione di quello regionale.
Nel 2013 a livello nazionale sono stati eletti la maggior parte dei candidati che oggi si ripresentano, ed alcuni erano già a due mandati o più, quindi 5/10/15 anni di deputazione mi chiedo cosa hanno prodotto ? 
Se guardiamo alla viabilità, SS640 a parte non mi pare ci siano stati miglioramenti, anche se la grande opera ha creato una enorme devastazione del territorio e l’isolamento, che taglierà fuori Caltanissetta, e non ricevendo in cambio le giuste, nonché promesse, opere di compensazione. Di ciò e a difesa di questo, i nostri, non considerando né qualche gitarella romana nè qualche discorsetto in alula, hanno per caso fatto o portato avanti forti azioni a difesa del territorio, anzi alle reiterate prese in giro di ANAS ci si è abbassati i pantaloni accettando un’elemosina, sempre che venga data.
Agricoltura, commercio, infrastrutture, sviluppo turistico e tanto altro non mi pare siano rinate o ripartite e lo dimostrano le varie classifiche che mestamente ci vedono sempre in fondo. Certo qualcuno potrebbe obiettare dicendo che tutto il Sud è combinato male e che le altre provincie non stanno meglio di noi. A questi signori rispondo che a me piace guardare a casa mia e ai miei familiari, poco mi importa del vicino, ma anche su questo potremmo discutere. Molte città, nostre vicine, hanno sviluppato Università, agricoltura, turismo e tanto altro che ha sicuramente aiutato a combattere lo “crisi”, parola dietro cui si attaccano come giustificazioni i nostri amati rappresentanti. 

Quindi cari candidati cortesemente e gentilmente, non veniteci ad offendere, il nisseno per cultura storica è abituato a soffrire e a sopportare, non per nulla siamo la terra dei zolfari, ridotti, nei tempi che furono, a vivere in semi schiavitù ed ad accettare le condizioni disumane di lavoro dettate dal padrone fino a morire senza dir nulla. Infatti la frase che spesso sentiamo dire è “attacca u sceccu unni voli u patruni”
I tempi però cambiano e spero anche le mentalità, smettetela quindi di continuare ad offendere le nostre intelligenze venendo a far comizi pieni di belle parole e bei programmi. Oggi più che mai abbiamo bisogno di politici che guardano giornalmente al territorio, che scendano nelle strade a parlare con la gente per tastare il polso della situazione, e non stare nelle segreteria a ricevere come fossero “santoni”, scendete dal piedistallo in cui credete di stare e venite tra di noi. So che questo sarà solo uno sfogo dettato dalla rabbia di vedere che il tempo scorre, noi invecchiamo, i nostri figli vanno via, loro fanno finta di litigare, ma poi il 5 Marzo tutto, per loro, sarà diverso; a noi resterà l’illusione e la speranza di un miglioramento, che anche questa volta, temendo di sbagliarmi, si trasformerà nell’ennesima delusione. Ad Maiora Sergio Cirlinci

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