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I Tecnicismi del linguaggio spesso usati per travisare il vero significato

Populismo”, “demagogia”, “antipolitica”, “essere di sinistra”, “fascista”, sono solo alcune delle parole ormai entrate nel vocabolario di chiunque ricopra ruoli politici di peso, da un sacco di giornalisti e da persone comuni. Termini che ormai sono nel lessico comune, ma che hanno assunto un altro “significato”, proprio perché usate in contesti non coerenti con una diversa accezione. Farò un’introduzione per analizzare alcuni termini e i significati che assumono. Non occorre pensare a parole di difficile comprensione.

Basta pensare alle fandonie del “carbone pulito” o dei “termovalorizzatori”. Per esempio i termovalorizzatori hanno questo nome per far passare il messaggio che bruciando i rifiuti si produca solo calore ed elettricità. Peccato che sia una macchina di veleni e l’elettricità viene prodotta solo se l’inceneritore funziona a pieno regime, cosa che avviene solo con una quantità di rifiuti/ora elevatissima. Lo scopo anche qui è far passare per utile un impianto assassino. La parola più gettonata in queste settimane è “populismo”, a cui alcuni dei nostri rappresentanti politici danno un’accezione negativa, pericolosa. In realtà questo termine indica semplicemente di un modo di parlare, di far politica, vicino alle persone, al popolo.

Continuando, “demagogia”, indica la capacità, l’attività di illudere la gente con false promesse, come “votatemi e ci sarà lavoro per tutti”. Un’altra parola interessante è “sovversivo”, un semplice sinonimo di rivoluzionario (Il Principe di Macchiavelli). Perché le viene dato un significato negativo? Un rivoluzionario che pericolo porta se il suo fine è migliorare la condizione generale della comunità? A livello regionale c’è, una violenza verbale nei singoli e nella comunità, che sta facendo perdere il senso della costruzione sociale, della convivenza sociale e che, come ci insegna Papa Francesco, avviene, prima di tutto con l’ascolto e il dialogo.

Ai futuri amministratori, nel trovare le soluzioni ai problemi immediati, devono parallelamente procedere con un progetto per il futuro, con il perseguimento di qualche scelta forte, radicale, trasparente, comprensibile, per cui battersi con entusiasmo. Serve questo entusiasmo, ossia la positività di sapere che si lavora per una scelta giusta, in cui crediamo e che può migliorare le cose, anche se faticosa. Se non tentiamo questa strada a chi potrà interessare la nostra politica di oggi? Quale giovane normale potrà dedicarcisi.

Carlo Sorbetto

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