Cultura

Il 25 aprile è l’Anniversario della nascita di Guglielmo Marconi

SENATORE

Riceviamo e pubblichiamo:

“Mi sembra doveroso ricordarlo. Il 25 aprile oltre ad essere la Festa della liberazione è anche l’anniversario della nascita di Guglielmo Marconi: nasce il 25 aprile del 1874 a Bologna da famiglia agiata. Nel 1887 inizia a frequentare l’Istituto Tecnico di Livorno e, i suoi primi interessi di studio sono rivolti all’elettrotecnica e alla pratica manuale che lo “entusiasmano”. A quel tempo, con denaro che il padre gli forniva a malincuore (voleva un figlio ufficiale di Marina e, comunque, dedito a cose più proficue), Marconi comprava materiali che gli servivano per realizzare i suoi primi “esperimenti”: giocattoli meccanici ed elettrici. Ed è sulla base di queste premesse, dunque, che vorrei esporre il mio punto di vista; “oggi non esiste più il posto fisso per tutta la vita, è molto probabile che la carriera lavorativa sarà costellata da esperienze diverse. Con l’innalzamento dell’età media di vita e con il basso tasso di nuove nascite, qualcuno ancora pensa che il tenore di vita, per chi andrà in pensione, sarà lo stesso di quello attuale? Ognuno deve già preoccuparsi da solo per le future condizioni di vita e quindi comportarsi in maniera strategica durante la vita lavorativa. E questo andrebbe spiegato a scuola. Insegnare come gestire le proprie finanze, aiutare le nuove generazioni a creare delle attività proprie ed innovative, educare le masse alla gestione del debito, spiegare la differenza tra debito pubblico, spesa pubblica e debito privato. Al contrario, la scuola propone materie importanti ma non vitali e strategiche; capire come in futuro dovrà gestire il proprio denaro è più importante che sapere a memoria centinaia di poesie. Educare al “senso civico” ed al funzionamento della nostra democrazia è diventato più importante che studiare la storia e la filosofia. I nostri ragazzi conoscono ciò che è successo nel passato ma non sanno affrontare l’OGGI. Quello che serve oggi è una conoscenza pratica, bisogna quindi fare una grossa distinzione tra quello che oggi si definisce “educazione” e quello che invece vorrei intendere io per questo termine. Siamo nel 2017 ed oggi la nostra società attribuisce all’educazione il seguente significato: andare a scuola per imparare delle materie che ci serviranno per trovare un lavoro in futuro. Non ho nessun problema con questa impostazione ma vorrei semplicemente dire che tutto ciò è completamente fuori tempo. I nostri nonni avevano una grandissima CONOSCENZA PRATICA ed una scarsa COMPETENZA SPECIALISTICA. Oggi invece abbiamo una scarsa CONOSCENZA PRATICA in tempi in cui ce ne sarebbe tanto di bisogno”. 

                                                                                Carlo Sorbetto

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