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Incontro formativo per i docenti del Liceo A. Volta con il dott. Cavaleri

“La scuola e il gran disordine”: questo l’emblematico tema sviluppato durante l’incontro formativo  svoltosi presso la sala biblioteca del Liceo Scientifico A. Volta. L’incontro, che ha registrato una massiccia presenza di docenti, è stato tenuto da un relatore d’eccezione, il dott. Pietro Cavaleri, psicologo e psicoterapeuta stimatissimo, dall’eccellente curriculum professionale: docente universitario,  già dirigente del  Servizio di Psicologia della A.S.P. di Caltanissetta, membro del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Psicologi della Sicilia, Giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, già Assessore alla Solidarietà sociale,  nonché autore di numerosi saggi ed articoli scientifici attinenti alla disabilità, alla comunicazione ed alle dinamiche relazionali, all’adolescenza, alla famiglia ed alla genitorialità.

Dopo il saluto del Dirigente Scolastico, prof. Vito Parisi, che ha illustrato il cronico stato di disagio in cui versa l’istituzione scolastica, con i suoi operatori, il dott. Cavaleri ha compiuto una lucida analisi dell’epoca odierna, contrassegnata da inquietanti segni di regresso in più ambiti: la  crisi politica, ad esempio, che ha inficiato la democrazia, in quanto lo Stato non riesce a garantire i diritti minimi delle persone, quali salute, istruzione, lavoro; la crisi economica, che concentra il 40% della ricchezza nelle mani del 2% della popolazione mondiale, provocando un dilagante spirito competitivo, che diventa spesso mero cinismo ed una progressiva proletarizzazione del ceto medio, che pertanto si assottiglia sempre più.

Questa preoccupante situazione annulla negli adulti e, di riflesso, negli adolescenti, ogni speranza verso il futuro, che viene dipinto a tinte fosche a causa di un cronico stato di precarietà che, oltre che economica e lavorativa, diventa affettiva e relazionale. Non a caso, come ha sottolineato il dott. Cavaleri, l’Italia, in base ai dati Istat, risulta essere tra le nazioni con il più basso tasso di natalità e con uno delle più alte percentuali di soggetti giovani affetti da depressione. Il dott. Cavaleri, oltre che sul malessere giovanile, causa spesso di pericolose devianze, si è anche soffermato sull’“evoluzione antropologica” registrata nelle nuove generazioni, che ha creato uno gap generazionale tra docenti e discenti: i giovani infatti conoscono sempre meno il linguaggio dell’astrazione concettuale ed il loro stile cognitivo è fortemente condizionato dal web: informazioni veloci, magari superficiali, tutte basate su immagini.

 Di fronte a questa crisi epocale, paragonata dal filosofo Massimo Cacciari a quella che cagionò la caduta dell’Impero romano d’Occidente, adulti e soprattutto adolescenti tendono a crearsi degli scudi di protezione contro ingestibili stati di disagio e di sofferenza provocati da un quadro, a dir poco, desolante; questa ricerca porta l’individuo verso una pericolosa desensibilizzazione, che spesso elimina ogni capacità di empatia e di discernimento morale, rendendo impossibile la costruzione di autentiche e solidali relazioni umane. Ed è proprio in questo senso che la scuola, pur con tutte le sue difficoltà, è chiamata ad intervenire, restaurando la propria credibilità e ridisegnando il proprio ruolo, paragonato dal dott. Cavaleri con un’immagine molto suggestiva a quello esercitato dai monasteri benedettini durante la crisi del Medio Evo: un’oasi di cultura e di formazione umana, che deve  cercare di trasmettere ai giovani non solo e non tanto le competenze disciplinari, ma quelle affettive e relazionali, vera emergenza del mondo adolescenziale. I docenti devono prefiggersi di ricondurre gli studenti dal mondo virtuale, in cui essi si rifugiano per evasione e protezione, a quello reale ed orientarli nella comprensione di questo in tutta la sua complessità.

Concluso l’intervento del dott. Cavaleri, numerosi sono stati gli interventi dei docenti, dai quali sono emersi importanti interrogativi inerenti al ruolo dubbio delle nuove tecnologie nella didattica, alla crescita esponenziale dei saperi che costringe i docenti a serrati svolgimenti dei programmi e agli aspetti organizzativi della scuola in generale. Tanti anche gli aspetti propositivi palesati durante il dibattito, quali la passione dei docenti verso la propria professione, i rapporti di stretta e costruttiva collaborazione che si instaurano tra dirigente e docenti e l’esigenza irrinunciabile di dialogo con le famiglie.

Un momento di confronto e di riflessione pedagogica proficuo e, per così dire, “terapeutico”, che, previa disponibilità del dott. Cavaleri, sarà sicuramente ripetuto in futuro, a grande richiesta dei docenti  e del dirigente del Liceo Volta.

 

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