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Intervista al Professore Pierluigi Scalia, Presidente ISOPROG Onlus

Pierluigi Scalia

In questa intervista il professore Pierluigi Scalia, presidente dell’Istituto Somatogene per la Oncologia Personalizzata e la Ricerca Onco-Genomica (ISOPROG) onlus di Caltanissetta, racconta la prosecuzione dei lavori per la realizzazione del centro sia dal punto di vista tecnico che organizzativo.  Si pone l’accento su nuove ubicazioni, interlocuzioni a livello locale e internazionale nonchè sulle linee di ricerca in itinere.

 

  1. Professore, come proseguono i lavori per la realizzazione dell’Istituto a distanza di un anno ?

<<Il Progetto ISOPROG, da un anno a questa parte, ha testimoniato un impegno notevole da parte di quanti vi lavorano. I risultati raggiunti, ad oggi, sono “tecnici” ma di non poca importanza per i passi che seguiranno. Infatti, oltre alla istituzione della Onlus scientifica con sede a Caltanissetta si e’ arrivati nel 2016 all’istituzione della srl innovativa che veicolera’ i servizi della Onlus nel campo della salute. Questo obiettivo, sebbene meno eclatante, era fondamentale per potere portare il progetto all’attenzione dei nostri finanziatori. Un secondo aspetto, quello logistico, e’ stato probabilmente quello che dopo un inizio promettente ci ha dato problemi che hanno richiesto un particolare impegno da parte nostra per dare una risposta adeguata alla portata del progetto. Mi riferisco alla offerta della Campari di utilizzare gli spazi liberi nell’opificio Averna. La loro proposta quando li ho incontrati  a Sesto S. Giovanni era di un comodato d’uso con opzione di rinnovo. Non è stato possibile accettare tale proposta poiche’ non compatibile per accedere ai fondi a cui puntiamo. Per potere attuare i cambi strutturali necessari bisogna detenere la proprieta’ dell’immobile o quantomeno avere l’autorita’ giuridica per potere attuare le implementazioni strutturali richieste>>.

  1. Qual’è l’alternativa?

<<Sicuramente da nisseno l’idea di dare  una locazione con un marchio che per anni ha significato molto per la nostra citta’ avrebbe potuto essere un vantaggio aggiuntivo. Tuttavia, cio’ avrebbe avuto piu’ senso se questa struttura, ampiamente inutilizzata, fosse stata ancora una realta’ nissena con un interesse genuino per il nostro territorio. Al contrario, la mancanza di sensibilita’ di una corporazione globale, con sede a Milano, per un progetto di eccellenza che benefici il nostro territorio non mi sorprende affatto. L’idea di dare opportunita’ di sviluppo non e’ mai stato nel DNA di nessuna realta’ imprenditoriale del Nord. Quindi in definitiva, nessun rimpianto. Parentesi chiusa…Noi siamo andati avanti. E quando dico che siamo andati avanti non lo dico in senso metaforico, intendo dire che abbiamo intrapreso negoziazioni ufficiali e verificato la compatibilita’ di tre diverse locazioni per il progetto ISOPROG nel nisseno. Abbiamo usato un pannello di parametri altamente selettivi che ci hanno portato ad identificare un’area sulla cui acquisizione stiamo attivamente lavorando e che potrebbe essere gia’ parte integrante del progetto prima di Pasqua. Una volta garantita la sede, i lavori si intensificheranno per arrivare a porre il primo tassello della struttura di cui abbiamo gia’ una descrizione dettagliata in termini di spazi, distribuzione e  destinazione specifica nell’ambito del progetto e che gia’ dalla prima settimana che seguira’ la stipula sopracitata sara’ al vaglio del nostro studio ingegneristico>>.

 

  1. Durante la presentazione lei aveva parlato di interlocuzioni anche a livello internazionale. Quali realtà si sono stabilizzate e quali, invece, si sono arenate?

<<Con riguardo all’ingresso di finanziamenti stranieri, quelli hanno fatto parte del nostro modello di crescita a medio e lungo termine, come reso noto fin dall’inizio, ma reputiamo che per evitare effetti indesiderati a breve e medio termine, questi investimenti saranno valutati solo per parti del progetto per cui il capitale d’investimento si accompagna a un know-how aggiuntivo finalizzato all’internazionalizzazione di certi servizi che il progetto produrra’. Ai fini dell’avvio della fase strutturale del primo modulo previsto al contrario contiamo su istituzioni finanziarie europee e per lo piu’ nazionali e su fondi per la ricerca e l’innovazione nel nostro mezzogiorno per la qual cosa abbiamo superato il vaglio di chi ha valutato il nostro progetto in fase di pre-finanziamento nelle opportune sedi competenti>>.

  1. In merito alle collaborazioni, quindi?

<<Per quanto riguarda le collaborazioni avviate quali quella con la biobanca di Sciacca e il Cefpas (enti legati alla rete sanitaria regionale), sicuramente avranno un ruolo che dipendera’ molto anche dal recepimento del nostro progetto in sede regionale allorquando avremo raggiunto il numero minimo di traguardi che ci prefiggiamo. Sul fronte accademico le interlocuzioni intraprese con l’Universita’ Kore di Enna, l’Universita’ di Palermo (Dipartimento di Scienze di Terra e Mare) e con quella di Siena sono certamente basi su cui costruire nel futuro breve ma che vediamo come obiettivi paralleli e non da cui fare dipendere le proposte educative e di training avanzato che il nostro progetto offre specie sui corsi per il mercato internazionale strutturati ed offerti direttamente nella lingua usata dalla scienza che e’ l’inglese. Molto importante, sicuramente, il rapporto con il Comune di Caltanissetta per una struttura e un progetto come quello avviato. Non a caso abbiamo intrapreso un rapporto con il Sindaco sin dall’ inizio del suo mandato, con assessori in aree preposte e con commissioni quale quella della Sanita’. Inquanto ad interlocuzioni con l’ASP di Caltanissetta in qualsiasi momento presente e futuro sul nostro progetto, queste le reputiamo tanto tecniche quanto dovute e da inglobare nel computo delle relazioni con le strutture che dipendono dalla Regione (a cui il progetto destinera’ un responsabile a tempo debito). Al contrario, l’interlocuzione con il governo centrale e i suoi ministeri per il nostro progetto rimane certamente centrale del nostro lavoro di riconoscimento del merito che portiamo avanti assieme anche all’Istituto Sbarro  ed al professore Antonio Giordano, un promotore di elevatissimo spessore del nostro progetto che ha accettato con estremo entusiasmo l’obiettivo di convogliare in centro Sicilia esperti di livello globale nei settori medico-scientifici che ci vedono gia’ operativi nei centri affiliati della Sbarro Health Research Organization in USA e in Italia>>.

  1. Sulle linee di ricerca cosa ci può dire?

<<Quest’anno, grazie alla contribuzione di privati si sono avviate nuove linee di ricerca su cui ci stiamo scommettendo come team ISOPROG per via del loro impatto sul trattamento di un ingente numero di tumori a forte componente ambientale tra cui il mesothelioma maligno ma non solo. Questo e’ il motivo principale della mia presenza nei laboratori della Sbarro Health Research Organization (SHRO) tra i laboratory di Philadelphia e Siena. Dall’Ottobre scorso, ISOPROG ha completato il trasferimento di una unita’ di ricerca biomolecolare da Los Angeles a Philadelphia capace di studiare in dettaglio l’attivazione di geni che conferiscono vantaggi importanti nella progressione del tumore. Questo, in aggiunta alla tecnologia gia’ disponibile in Istituto e nell’Indotto collaborante dello SHRO, tra cui il Fox Chase Cancer Center e il Wistar Institute, nonche’ alla capacita’ di trasferimento tecnologico fornisce agli scienziati impegnati nel nostro progetto strumenti importanti ed efficaci per il raggiungimento degli obiettivi preposti>>.

  1. Concludendo…

<<In definitiva, il progetto ISOPROG, ha sviluppato e solidificato le sue radici e ha iniziato a crescere con un lavoro di potatura necessario ma anche con la selezione naturale che e’ tipica di ogni progetto per far si che il risultato rifletta la visione di chi ci lavora da anni scegliendo la strada meno perseguita di andare a formarsi all’estero per acquisire conoscenze, risorse umane e modelli operativi che adesso ci riportiamo a casa per il bene della nostra citta’ e dei nostri giovani>>.

Sonia Giugno

 

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