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L’artista nisseno Leonardo Cumbo inaugura una sua opera sul lungomare di Gela

Mercoledì 14 Febbraio verrà inaugurata sul lungomare di Gela, la scultura monumentale “Attrazione Repulsiva” dell’artista nisseno Leonardo Cumbo. Si tratta di una grande cornice ‘spezzata’ di quattro metri per due, in acciaio cor-ten che delimita uno spazio ‘teatrale’ dentro cui due personaggi gemelli in vetroresina giocano al al gioco del ‘tiro alla fune’. Prima di fornire risposte, quest’opera suscita molti interrogativi: La sensazione/percezione derivante dalla sua visione è quella che, grazie all’azione di tiro, o di rilascio della fune, che i due personaggi compiono, la cornice spezzata si ricongiunga oppure si disgiunga maggiormente? Gli stessi personaggi sembrano emergere come fantasmi dalla cornice o vi si immergono? Sono i personaggi che sono ‘inconsistenti’ o lo è la cornice che li ingloba? Il dubbio nasce anche sulla base del fatto che la stoffa bianca che ricopre le loro teste sembra avere consistenza, essendo ‘risucchiata’ dalla cornice… A tutto ciò si aggiunge la sensazione di ‘sospensione’ della cornice nell’aria, a dispetto delle leggi gravitazionali, la quale contribuisce ulteriormente ad amplificare l’atmosfera surreale e onirica. Rimane la certezza del paesaggio che lo spazio vuoto all’interno e all’esterno dell’opera consente di ammirare? O forse anche questa certezza viene messa in dubbio dalla presenza/assenza della scultura?

Certo è che “Attrazione repulsiva” ha smosso le corde emotive del committente dell’opera, l’imprenditore Nino Miceli, a cui il Sindaco di Gela Domenico Messinese, insieme con l’Amministrazione Comunale, hanno conferito, da poco tempo, la Cittadinanza Onoraria, per l’impegno profuso nella lotta alla mafia, a favore della Legalità e della Giustizia. Miceli ha sentito forte il desiderio di ricambiare l’attenzione che l’Amministrazione ha riservato nei suoi confronti, donando un’opera artistica significativa all’intera comunità gelese. Punto di incontro tra la volontà del committente e l’opera dell’artista è stato Danilo Mendola, curatore di eventi artistici e amante dell’arte. L’imprenditore siciliano, titolare negli anni ’90 di un esercizio commerciale a Gela, fu costretto ad abbandonare tutto e andar via dalla città per rifarsi una vita altrove, avendo denunciato apertamente i suoi estortori, finendo così nel mirino di sicari, pronti ad ucciderlo. Per questo venne inserito nel programma di protezione dello Stato e, pur amando visceralmente la sua terra, fu costretto ad un ‘esilio forzato, lontano. Nell’opera d’arte di Leonardo Cumbo, Miceli si è immediatamente rispecchiato, emozionandosi profondamente e dandone un’interpretazione, sicuramente, condivisa da una larga fetta della popolazione siciliana.

L’amore profondo che ciascun siciliano nutre per la propria splendida Terra, così ricca di Bellezza per le testimonianze storico-culturali, artistiche e naturalistiche, uniche al Mondo, una bellezza che si riflette ancora oggi negli usi e costumi della parte sana della società, si mescola spesso con un sentimento altrettanto forte di rabbia, che sfocia sovente nell’odio, e nella fuga volontaria o obbligata, a causa delle profonde e laceranti contraddizioni che continuano a martoriare il nostro territorio, umiliandolo.

Cumbo ha voluto coinvolgere gli studenti dei Licei Artistici E. Maiorana di Gela e Juvara-Manzoni di San Cataldo i quali, affiancati dalle loro insegnanti Rita Bellavia, Ivana Gentile e Rosaria Rio, con la funzione di Tutors, hanno collaborato con l’artista, con grande entusiasmo e abnegazione, alla realizzazione tecnica di alcune parti dell’opera. Per lo studio dell’illuminazione notturna più appropriata si è avvalso, invece, della consulenza professionale degli architetti Emanuela Pulvirenti e Mario di Martino dello studio TrisKeles.

L’augurio dell’artista è quello che l’azione dell’Arte, portatrice di Bellezza,  di Ricchezza e di Speranza, possa portare i suoi straordinari frutti di trasformazione nel cuore e nella mente di tutti.

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