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Le Associazioni dei Consumatori hanno già inviato a Caltaqua 700 diffide per il recupero della quota fissa

Il Movimento Consumatori, il Tavolo Tecnico dell’Acqua, con le componenti cittadine, del Forum Acqua Bene Comune e dei Comitati di quartiere di Caltanissetta, ed ancora, il Comitato di difesa del Cittadino di Mussomeli, le associazione Arci Attivarci Insieme di San Cataldo, Cittadinanza Attiva, il Collegio dei Procuratori di San Cataldo, il Comitato di quartiere Don Bosco di San Cataldo e tutte le altre associazioni o enti che hanno partecipato alla campagna di sottoscrizione e raccolta dei moduli di diffida nei confronti del gestore del servizio idrico, in difesa degli utenti della provincia di Caltanissetta, comunicano di aver provveduto ad inoltrare alla società Caltaqua Acque di Caltanissetta s.p.a., le domande di istanza di oltre 7000 utenti. Da segnalare una ragguardevole adesione di amministratori di condomini, in rappresentanza dei loro condomini.

La vicenda è relativa alle istanze di diffida per il ricalcolo e la restituzione di quella parte della quota fissa relativa alla distribuzione dell’acqua che dovrebbe essere garantita per contratto dal gestore h24.

Ancor prima della presentazione delle diffide, la società di gestione Caltaqua si è espressa pubblicamente in materia ritenendo il proprio comportamento corretto e dichiarando che la quota fissa presente in bolletta risulta slegata dall’obbligo di garantire h24 la risorsa “acqua” agli utenti, servendo, invece, per supportare i costi fissi delle infrastrutture.

I soggetti proponenti la diffida, non ritengono valide e soddisfacenti le motivazioni date, e richiamano il gestore al rispetto della Carta dei servizi ed all’art.47 del Regolamento (parte integrante del contratto). Ribadiscono che non può essere applicato sempre lo stesso canone (quota fissa), ma questo deve essere ricalcolato in funzione del servizio della effettiva erogazione dell’acqua, che, come è noto, non avviene h24 nella gran parte della città; non si può considerare la capacità di stoccaggio dell’acqua dei singoli cittadini tramite “cassoni”, cisterne e serbatoi, alla stregua della disponibilità di avere l’acqua a casa h24!

Con questa azione di diffida si ribadisce che, a prescindere dalle semplicistiche spiegazioni addotte da Caltaqua, quanto riportato dal Regolamento e dalla Carta dei servizi, debba trovare finalmente applicazione concreta nella gestione “reale” del rapporto contrattuale tra il gestore del servizio idrico e il consumatore ed a tutela dell’utente che ha sì il dovere di pagare, ma per il servizio effettivamente erogato.

Per quanto sopra riportato, ed a garanzia dei diritti dei cittadini/utenti, i soggetti proponenti l’azione di diffida, comunicano di aver dato avvio alla successiva fase della campagna, ritenendo opportuno portare quanto evidenziato nelle istanze raccolte all’attenzione delle competenti Autorità nazionali.

 

 

 

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