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Noi O.S.S. di Sicilia: L’isola che non c’e’ e il lavoro dell’Operatore Socio Sanitario

 

Riceviamo:

“In circa vent’anni di attività, repressa e non riconosciuta dal ministero della Sanità, l’O.S.S. è sempre stata una figura determinante nel contesto sanitario pubblico e privato.
Secondo la normativa vigente gli O.S.S. NON sono considerati professionisti della sanità, sebbene ne facciano parte occupando uno spazio rilevante nell’area tecnica.
A tal proposito,  nel 2011 il Senato della Repubblica ha disposto: “È opportuno considerare che nell’area sanitaria sono inquadrate le professioni sanitarie al cui esercizio si accede dopo lo svolgimento di un percorso” e che l’ O.S.S. pertanto, viste le sue vaste mansioni, rientri nell’area tecnica integrandole in una sola figura ad integrazione di un comparto socio sanitario. In ambito sanitario, l’ O.S.S. è stato individuato al fine di corrispondere a specifiche esigenze, anche a quelle che necessitano di personale di supporto, che svolga mansioni di carattere prettamente tecnico infatti in questo contesto, la componente sanitaria delle attribuzioni dell’O.S.S. si risolve in mansioni semplici, legate per lo più all’assistenza alla persona, non all’esecuzione di pratiche curative o alla somministrazione di farmaci. Il suo inquadramento nell’area tecnica è, pertanto,  una scelta che rispecchia il relativo profilo, e risulta inoltre coerente con il corrispondente percorso formativo, così come disciplinato dall’accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, che non contiene previsioni tali da giustificare l’inquadramento dell’OSS fra gli operatori dell’area sanitaria. È dato di fatto, che l’inquadramento dell’O.S.S. nell’area sanitaria, potrebbe avere delle rilevanti conseguenze di ordine pratico, laddove fosse impropriamente considerato idoneo un impiego di tale figura professionale, nello svolgimento di mansioni esclusivamente sanitarie, con il conseguente abbandono di quelle di tipo domestico-alberghiero o di quelle connesse al governo dell’ambiente di vita dei pazienti. L’Operatore Socio-Sanitario, svolge la sua attività anche in un contesto sociale, con servizi di natura socio-assistenziale, e prestando particolare attenzione: – alla tipologia di utente: bambino,  persona anziana,  persona afflitta da problemi psichiatrici, persona con handicap, malato terminale o morente 
– al contesto relazionale: svolge la propria attività in collaborazione con altri Operatori Socio-Sanitari e altri operatori professionali, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale. Essere O.S.S. sarà più semplice se l’interesse per la persona  sarà  reale, vero e genuino, ascoltare ed osservare. Rispetto, aiuto, disponibilità, serietà ed integrità sono alla base dello svolgimento di questa mansione.

LAURA MANTIONE promotrice dell’ iniziativa NOI OS.S.S di SICILIA parla in prima persona : “Mi sono chiesta – come ci si sente nelle vesti di paziente? – Mi sono immedesimata in loro cercando con tutta me stessa di alleviare le loro sofferenze e preoccupazioni. Iniziando quella che è stata la mia esperienza, non sapevo cosa mi aspettasse, ciò non significa che la scuola non mi avesse preparato teoricamente su cosa fosse il lavoro per cui stavo studiando, ma mi rendevo pienamente conto della differenza che poteva esserci tra teoria e  pratica (la realtà della sofferenza, l’intimità con cui l’operatore si deve confrontare con il paziente, il come avrei reagito confrontandomi con il disagio di una parte della vita che la nostra società tende ad ignorare).  Il ruolo dell’ O.S.S. è quello  in cui si può donare e ricevere molto (soprattutto dal punto di vista emozionale e di relazione). L’emozione,  la gioia e la serenità per un lavoro che non è semplice come tanti, ma un’esperienza di vita che ti forma e ti cambia giorno dopo giorno,  sono sensazioni che ti toccano e ti scuotono interiormente.  L’accogliere le persone in difficoltà non considerarle come numeri, per rispettare in modo integralista la legge sulla privacy; farle sentire partecipi, perché ci si vuole relazionare con loro, si vuole conoscere il loro vissuto; essere disposti ad accogliere senza giudizio una lacrima od uno sfogo; capire che non siamo tutti uguali; interrogarsi su cosa sia il benessere; confrontarsi con la morte non come negazione della vita ma come parte della vita stessa. Queste sono emozioni su cui mi sono soffermata, e le risposte che nascono da queste domande fanno emergere la vera figura dell’ O.S.S. . Questo per me è  il punto di partenza per avere una dimensione olistica del lavoro in ambito socio sanitario e assistenziale, certamente senza sottovalutare la professionalità nell’utilizzo degli strumenti e nell’applicare le competenze tecniche che la normativa, l’esperienza e la ricerca scientifica ci mettono a disposizione. Conclude LAURA MANTIONE in una ISOLA CHE NON C’E’ gli O.S.S. ci sono ed esisteranno sempre.

Referenti      Maria PANEBIANCO – Catania

Imperia DI BELLA – Reggio Calabria

Giusy PITRUZZELLA  – Agrigento

Simone LAURIA – Ragusa

Salvatore MERCANTE – Palermo

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