Politica

PD S. Cataldo: mozione per l’istituzione del registro delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Riceviamo:

Dopo un lungo e travagliato iter finalmente in Italia è entrata in vigore il 31 gennaio 2018 la Legge n. 219 del 22 dicembre 2017 recante le “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.

Al fine di rendere attuativa una legge di civiltà che ha innovato in maniera decisiva il nostro ordinamento il Partito Democratico di San Cataldo, attraverso i Consiglieri Comunali Marco Andaloro e Marianna Guttilla, hanno depositato affinché l’Amministrazione Comunale si impegni a istituire il registro comunale delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e a provvedere alla realizzazione di iniziative volte a una maggiore conoscenza di tale opportunità ai cittadini sancataldesi.

Si tratta di uno  dei temi più delicati e dibattuti della storia politica italiana: la scelta sul fine vita. Sulle prime pagine dei media nazionali sono state raccontate le storie di Piergiorgio Welby, Emanuela Englaro, e per ultimo dj Fabo, nonché le lotte dei redicali e dell’associazione Luca Coscioni, che hanno diviso parte dell’opinione pubblica. Si è reso però necessario intervenire dopo la situazione paradossale in cui ciò che non era regolamentato dalla legge era di fatto demandato alla giurisprudenza, costretta a intervenire sulle azioni intraprese dalle persone più care dei malati terminali.

Per comprendere la dimensione del fenomeno basta pensare che in Italia, in media, finiscono in stato vegativo circa tre mila persone l’anno. Nonostante l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisca che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, e l’Italia abbia firmato nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (L. 28 marzo 2001, n.145) di Oviedo del 1997 che stabilisce che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione” si è dovuto attendere il 2017 per la prima legge sul testamento biologico.

Grazie alla L. 219/2017, al fine di promuovere la piena dignità e il rispetto delle persone anche nella fase terminale della vita umana, è stata prevista da un lato la necessità del consenso libero e informato dell’interessato nel trattamento sanitario cui è sottoposto, nonché l’impedimento di qualunque accanimento terapeutico, dall’altro lato la possibilità di lasciare una sorta di “testamento biologico” in merito alle cure cui si ci dovrà sottoporre in caso di futura incapacità nell’autodeterminazione.

L’art. 4 dellla L. 219/2017 prevede espressamente “la facoltà a tutti i maggiorenni in grado di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle  conseguenze delle sue scelte,  attraverso  le  DAT, di esprimere  le  proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”. È possibile inoltre l’indicazione di un fiduciario, persona di fiducia che faccia le veci e rappresenti il paziente incapace di autodoterminarsi nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

La legge stabilisce che il medico è tenuto al rispetto delle DAT,  le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, in accordo con il fiduciario, solo qualora appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente oppure qualora sussistano terapie non prevedibili all’atto della  sottoscrizione capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

Lo stesso art. 4 della L. 219/2017 disciplina la registrazione delle DAT, che possono essere redatte presso un notaio oppure con scrittura privata e consegnate personalmente al disponente dell’ufficio di Stato civile del comune dove si ha la residenza, il quale le iscrive in apposito registro.

Nonostante la legge sia entrata in vigore sono poche centinaia i comuni italianai ad aver già provveduto all’istituzione del registro DAT, e ancor meno quelli che provvedono a far conoscere le disposizioni normative introdotte per chi ha intenzione di redigere le disposizioni anticipate di trattamento.

Pertanto si ritiene di fondamentale importanza l’immediata istituzione del registro DAT nel Comune di San Cataldo e la predisposizione di iniziative tese a far conoscere questa opportunità a tutti i cittadini. I Consiglieri Comunali del Partito Democratico di San Cataldo Marco Andaloro Marianna Guttilla

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