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Rassegna Stampa: i familiari dei Disabili Gravissimi dal 10 agosto senza assistenza domiciliare

daniela amico

«Ci hanno comunicato che dal prossimo 10 agosto i disabili gravissimi, anche quelli che da anni sono stati riconosciuti seriamente ammalati, non potranno più usufruire dei servizi domiciliari: ancora una volta siamo stati illusi ed ingannati…»: è questo l’amaro commento di Daniela Amico (foto), presidente provinciale dell’Aisla, l’associazione formata dai familiari dei malati di Sla, la terribile malattia che, nella fase avanzata, costringe i pazienti a rimanere bloccati per sempre sulla sedia a rotelle o su un lettino. «Un fatto davvero riprovevole quello che sta accadendo in Sicilia e che ha ancora una volta come protagonista negativo il Presidente della Regione Rosario Crocetta – continua Daniela Amico, moglie dell’ex capitano della Nissa Davide La Paglia e madre di due figlie, una delle quali ha conseguito qualche settimana fa la maturità – che continua a prendere in giro le persone che soffrono e che lottano tra tanti patimenti per sopravvivere». «Dopo lo scandalo che è stato sollevato dal programma televisivo “Le Iene”e la presa di posizione dell’attore regista Pif –ricorda Daniela Amico, che è una donna coraggiosa e che in questi anni ha dovuto affrontare e superare tante difficoltà, ma che in questo caso non riesce a frenare il nodo che le arriva alla gola –Crocetta destinò ad ogni disabile gravissimo un contributo economico di 1.500 euro » al mese. Già allora fu detto ai rappresentanti regionali degli ammalati gravissimi che i pazienti non avrebbero avuto altri sussidi economici, ma che avrebbero continuato ad avere l’assistenza domiciliare. Ma questo fatto, a quel che sembra, non è invece vero, e lo scopriamo solo adesso. A me, ed anche agli altri che hanno dei parenti ammalati di Sla, è stato ora detto che verrà azzerata anche la presenza dell’assistente dell’ammalato che, a carico del Distretto socio sanitario, sino ad ora si è recato a casa dei pazienti per 4-6 ore settimanali per accudirli e aiutarli nei bisogni personali. Una assistenza, anche questa, che dal 10 agosto sarà a carico delle famiglie degli ammalati e che è compresa, dal punto di vista economico, in quella somma mensile di 1.500 euro che ci è stata promessa». «Per noi questo èun problema terribile –aggiunge –perché ci sono malati e malati,e tra questi cene sono alcuni che hanno bisogno di almeno tre persone che li accudiscano durante il giorno. Come si fa a pagarle tutte con 1.500 euro al mese, e poi come si fa a sostenere tutte le spese a cui va incontro una famiglia che ha un problema di questo genere? Mi sono rivolta al legale dell’associazione, Valentina Tantillo, che mi ha confermato che il decreto della Giunta regionale è questo e che il fatto di percepire il contributo mensile di 1.500 euro esclude qualsiasi altra forma di assistenza. Penso che siamo in presenza di una autentica ingiustizia. Il problema,che per noi è gigantesco, a questo punto si potrebbe superare solo a livello politico. Per questo pensiamo di coinvolgere dapprima i vertici dell’Asp nissena e poi l’assessore regionale Baldo Gucciardi e il presidente della Commissione Sanità all’Ars Pippo Digiacomo che si è sempre dimostrato sensibile ai nostri problemi. Questo fatto non finisce qui, poiché l’intera questione va approfondita, in quanto le persone che hanno queste problematiche e le loro famiglie non possono essere abbandonate al loro destino in questo modo…».

GIUSEPPE SCIBETTA – La Sicilia 6 agosto 2017

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