News

Reddito di cittadinanza: caricato sulla tessera sanitaria e speso solo in Italia

Il reddito di cittadinanza potrebbe essere “caricato” sulla tessera sanitaria e speso solo in Italia, in modo da far rimanere quello che esce dalle tasche dello Stato all’interno dei confini nazionali per far crescere i consumi e dare una spinta all’economia. Luigi Di Maio comincia così a delineare il sostegno bandiera dei 5 Stelle, pronto a viaggiare su strumenti tecnologici e totalmente tracciabili. Per garantire un assegno da massimo 780 euro al mese, che potrebbe partire da metà marzo, forse inizio aprile, il tempo necessario, secondo i pentastellati, per riformare e rafforzare i centri per l’impiego, lo stanziamento dovrebbe essere di 10 miliardi. Al lavoro sul dossier è il viceministro all’Economia Laura Castelli che sta mettendo a punto lo strumento insieme al team per la trasformazione digitale di Diego Piacentini.

– L’ASSEGNO VIA ‘CARD’, L’AFFITTO SI PAGA CON UNA APP: l’idea sarebbe quella di assegnare il reddito senza “passaggio di contanti” ma attraverso carte di pagamento, compreso il proprio bancomat, o la tessera sanitaria provvista di chip. Nell’esempio illustrato dal viceministro, “basterà dare il bancomat al fornaio che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software e scalerà la cifra dell’acquisto”. Un meccanismo simile a quello dei buoni pasto elettronici con la differenza che sarà lo Stato “a ripagare in giornata” i commercianti. La carta servirà per pagare beni di prima necessità e dovrebbe essere “destinata al consumo”. Per i pagamenti che richiedono bonifico bancario, come l’affitto di casa, si starebbe invece pensando ad una apposita app.

– PLATEA: si tratterebbe di 6,5 milioni di persone. Il reddito personale deve raggiungere i 780 euro quindi dovrebbe essere erogato per intero a chi parte da zero, mentre per chi ha qualche forma di entrata si tratterebbe di una integrazione. A beneficiarne sarebbero gli italiani e i residenti da almeno 10 anni. L’accesso potrebbe essere legato all’Isee. Per evitare abusi il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha dato mandato alla GdF di mettere a punto un piano specifico di controlli.

– DIRITTI E DOVERI: per ottenere il sussidio bisognerà impegnarsi in un percorso di formazione professionale, prestare 8 ore di lavoro gratuito a settimana nel proprio Comune e non rifiutare, senza motivo, più di tre offerte di lavoro.

– I CENTRI PER L’IMPIEGO: il loro rafforzamento è il primo passo essenziale per il funzionamento del nuovo strumento. Ad oggi infatti, secondo gli ultimi dati Eurostat, in Italia meno di 1 su 4 cerca lavoro attraverso le strutture pubbliche, che comunque già non riescono, soprattutto al Sud, a gestire l’attività ordinaria. Per la riforma si punta ad utilizzare circa 2 miliardi dai fondi europei.

Fonte (ANSA).

In alto