Politica

Ruvolo, “il civico trasformatosi in politico”: rimasto solo si ostina a non guardare la realtà

Sembra passato un secolo da quando nel giugno 2014 Giovanni Ruvolo conquistò la poltrona più alta di Palazzo del Carmine; con il suo movimento civico già nel 2009, da illustre sconosciuto, si era candidato a Sindaco ottenendo un discreto successo personale ma non era arrivato al ballottaggio.

Nel 2014 complice la disaffezione popolare verso i partiti, che arrivarono al voto in ordine sparso dentro liste civiche, riusci ad arrivare al ballottaggio e poi a superare agevolmente Michele Giarratana, alfiere di un centro-destra litigioso e diviso. Con i suoi modi gentili, il carattere (apparentemente) mite e il sorriso perbene conquistò i Nisseni che cominciarono a nutrire la speranza che questo professionista prestato alla politica potesse dare una svolta alla città.

La coalizione elettorale era formata dal PD, dal Polo Civico, gruppo di appartenenza del Sindaco, e dall’Udc (poi “Centristi”) dell’ex deputato regionale Gianluca Miccichè, con una maggioranza solida composta di 18 consiglieri su 30.

Dopo l’iniziale euforia cominciano i problemi, la macchina da guerra si inceppa e quindi il primo, poi il secondo, il terzo rimpasto della giunta (oggi siamo al quarto in tre anni e mezzo) con la perdita continua del consenso dei cittadini, dei consiglieri comunali e anche dei dipendenti comunali; la città langue, l’azione amministrativa rallenta sempre più, si cambiano gli assessori (prima tecnici poi “politici”) sperando in un rilancio, ma la situazione precipita sempre più, fino ai giorni nostri.

Dieci giorni fa il maggior partito della coalizione, il PD, abbandona improvvisamente Ruvolo ritirando i due assessori (sostituiti da due persone che fanno esclusivo riferimento al Sindaco); due giorni fa buona parte del Polo Civico (compresi gli ex Assessori Castiglione e Cavaleri) seconda gamba della coalizione, abbandona il Sindaco con un duro comunicato che non lesina frecciate polemiche al suo carattere e alla sua maniera (poco collegiale) di amministrare.

Con Ruvolo oggi restano solo i “Centristi” di Gianluca Miccichè e forse il consigliere Mazza, in totale 4 consiglieri comunali; in tre anni e mezzo Ruvolo ha perso il consenso di 14 consiglieri comunali dei 18 che lo sostenevano, ma lui si ostina a far finta di niente, a minimizzare e a dare la colpa agli altri, assolvendo sempre e comunque se stesso.

E’ subito iniziata la liturgia della raccolta di firme per sfiduciarlo; ma difficilmente i consiglieri firmeranno per “andare a casa” prima del tempo insieme al Sindaco simbolo del “civismo”; così Ruvolo continuerà a “navigare a vista”, provando a resistere alla meno peggio fino al termine della consiliatura.

A restere paralizzata sarà l’azione amministrativa, chi pagherà il prezzo sarà quindi la città.

L’uomo Ruvolo, speranza di un nuovo modo di amministrare, ormai arroccato a difendere l’indifendibile, non riesce più a guardare in faccia la realtà; la dura realtà che indica chiaramente che è Lui e solo lui il problema, non risolvibile nemmeno cambiando altri cento assessori.

Il “Ruvolo civico” ha lasciato il posto al navigato politico!

Pietro Luigi Manno – Direttore

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