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Scampoli di Storia Nissena: “Crocetta e Spina Santa”

2015apr25-Sp-cr12_1Un’antica leggenda legata alla sua origine ricorda che, dall’utilizzo dei rami spinosi di Marruca, molto ricchi di aculei penetranti, venne creata la corona che, fu posta sulla testa di Gesù prima della crocifissione. Pertanto, in ricordo di questo martirio le suore Benedettine vollero dare a un pasticcino di loro invenzione, il nome “Spina Santa”. I due dolcetti, la Crocetta e la Spina Santa, che venivano annualmente prodotti in occasione della Santissima Croce il 14 Settembre nascono dalla necessità delle Suore di contraccambiare. In maniera elegante e significativa i favori e servizi ricevuti dall’esterno da : avvocati, notai, medici ecc. La pasticceria è un elemento non secondario di accompagnamento alle feste secondo il calendario liturgico e agiografico. Successivamente, vennero utilizzati anche, come merce di scambio, il cosiddetto baratto di materie prime in cambio di prodotto finito. Il comitato di quartiere si è impegnato a promuovere e  riscoprire alcune specialità dolciarie nissene patrimonio delle Suore dell’annesso convento della Chiesa Santa Croce (nel giardino annesso alla Chiesa è ancora presente la pianta Marruca), dimenticate dopo la partenza, nel 1908, delle stesse Suore di Caltanissetta. Le specialità riscoperte e ripresentate alla cittadinanza e ai mass media sono la Crocetta di Caltanissetta e la Spina Santa, ancora una volta insieme.  Gli ingredienti utilizzati nella Spina Santa, sono tipici del comprensorio nisseno, di inizio secolo scorso. Le mandorle pelate, la purea dolce di cotogno e gelso, lo zucchero e miele, l’albume e la scorza grattugiata di limone e arance, nonché, il cioccolato fondente che venne introdotto agli inizi dell’800 a Caltanissetta per la prima volta dalla ditta INFANTOLINO. La Crocetta, è prodotta in due varianti, la prima: al limone con lo zucchero a velo che lo ricopre; la seconda all’arancia con il pistacchio frantumato sopra. La farina usata è particolare perché è fatta rigorosamente con grani biologici del comprensorio nisseno tra i quali il grano Russello e il Timilia o Tumminia. Gli addetti ai lavori, suggeriscono di degustare la Spina Santa iniziando dalla parte senza cioccolato per poi finire con il cioccolato. Attualmente la ricetta è conosciuta da quattro donne di fede dell’omonimo quartiere Santa Croce e dal pasticcere ri-scopritore della stessa. Questa storia nasce e si sviluppa nel quartiere Badia di Caltanissetta; inizialmente la città era suddivisa in “rioni”, successivamente, l’insediamento di nuovi cittadini provenienti dai territori viciniori, richiamati dall’offerta di lavoro e di sviluppo economico che, le miniere di zolfo del nisseno offrivano, portarono insediamenti di interi nuclei familiari. Questo afflusso portò alla gente del quartiere, ricchezza e benessere e, fu per gli stessi, motivo di orgoglio. Da allora, il rione del più grande quartiere di Santa Flavia, diventa il quartiere della Badia per la presenza del Convento di clausura delle suore Benedettine. Con atto di volontà dell’allora Vescovo e servo di Dio, Monsignore Giovanni Iacono, il 29 gennaio del 1924, la Chiesa Santa Croce (in onore di una reliquia donata dalla Contessa Moncada) venne elevata a Parrocchia, e con essa la nascita del quartiere come oggi è conosciuto. Nel 1967, per la realizzazione della nascente Via Medaglie d’Oro, fu demolita un’ala del Convento e, ciò che rimaneva della porta cittadina della Badia o porta Maggiore (semidistrutta dai bombardamenti del 1943). Da alcuni anni, a seguito della massiccia ondata di profughi di varie etnie, il quartiere è stato scelto dagli stessi come dimora e per una eventuale futura sistemazione familiare

                                                                     Carlo Sorbetto

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