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Silp Cgil: occorre ripensare la lotta al “bullismo” e alla dispersione scolastica

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Riceviamo e pubblichiamo:

La scrivente O.S. dopo l’attenta lettura della relazione illustrata dai magistrati in data 28 gennaio u.s. in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ritorna a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni competenti sulla devianza minorile che ripresenta le stesse peculiarità degli anni precedenti. Infatti, permangono le criticità già segnalate negli anni scorsi con riferimento ai comuni di Riesi e Gela. Il fenomeno riguarda minori appartenenti a contesti degradati i quali sono attirati dalle gesta della criminalità e si rendono disponibili a commettere qualsiasi reato al fine di conquistare tra i coetanei un ruolo di <prestigio>. Si registra altresì una recrudescenza dei reati connessi al consumo e allo spaccio di stupefacenti e agli atti persecutori che presentano una connotazione specifica in quanto legati a seri fenomeni di BULLISMO in ambito scolastico. A tal proposito l’A.G. minorile fa notare una sostanziale insufficienza delle necessarie attività preventive che agevola il proliferare di condotte devianti.  Va ribadito, inoltre, ancora una volta, che il contrasto della devianza minorile non può essere compito esclusivo delle forze dell’ordine e della magistratura. Infine “suscita allarme l’accertato consumo di droga fra gli studenti a dimostrazione di un latente impegno nella prevenzione da parte delle famiglie e nell’assenza di adeguata attenzione da parte delle autorità scolastiche”. Alla luce di questa analisi, il Silp auspica per il futuro un ripensamento dei metodi e dei modelli adottati negli ultimi anni dalle autorità scolastiche per prevenire la dispersione scolastica e il bullismo.

 

Il segretario generale provinciale

Davide Chiarenza

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