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Un Lettore: “applicare sempre Il Buon Senso, e valorizzare il patrimonio edilizio cittadino”

distretto caltanissetta

cassonettiRiceviamo e pubblichiamo:

La vita di una qualsiasi comunità si regge su regole, più o meno chiare, più o meno rigide che, sono indispensabili per una corretta convivenza. Meglio però, se unite ad una certa dose di buon senso. Il caro, vecchio buon senso torna utile sia quando talvolta le norme ci sembrano assurde, sia quando queste non sono sufficienti a disciplinare il comportamento del singolo, sia esso un semplice cittadino che un amministratore. La mancanza di buon senso può esprimersi come pigrizia mentale, ma anche come negligenza o, peggio, come maleducazione e ignavia, fino a divenire strafottenza. Parliamo ad esempio di rifiuti. Ormai lo sanno anche i sassi che la raccolta differenziata ed un corretto smaltimento dei rifiuti, sono l’unica speranza affinché il nostro pianeta non finisca sommerso da questa marea di immondizia. Certo, il problema e complesso, di portata mondiale, ma la soluzione passa anche per la presa di coscienza che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può dare il suo contributo. Buon senso vorrebbe, allora, che tutti ne usassero un pò anche nei gesti più elementari, come quello di mettere i sacchetti dell’immondizia dentro il cassonetto. Non ha proprio alcun senso quello che purtroppo si vede spesso: sacchetti dei rifiuti gettati per terra, vicino a cassonetti semivuoti. Come spiegarlo? Pigrizia? Negligenza? Maleducazione? Certo e che poi le conseguenze le paghiamo tutti, in termini di disservizi e di maggiori costi. Un vecchio proverbio dice “Aiutati che il ciel t’aiuta”, come a dire che i primi artefici del nostro destino siamo noi. Dalla saggezza popolare possiamo trarre anche un altro detto:

distretto caltanissetta“Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno!”. Cosa c’entra con i rifiuti? Poco con i rifiuti, ma molto col buon senso. E il caso della fruibilità dell’intero edificio del mitico ex-Ospedale Vittorio Emanuele II° di Caltanissetta. Attualmente è solo il piano terra dell’edificio a funzionare, in pratica è la sede del Distretto Sanitario di Caltanissetta, mentre i piani superiori non sono sfruttati, quindi, sarebbe auspicabile che l’ASP considerasse,  dopo alcuni lavori di ristrutturazione, della messa in sicurezza e della valorizzazione dell’inestimabile valore storico-monumentale a utilizzarli: 1) spostare dal piano terra gli uffici amministrativi ivi esistenti ai piani superiori; 2) al loro posto trasferire alcune branche specialistiche del Poliambulatorio di Via Malta, per consentire una capillare e più omogenea distribuzione delle attività sanitarie nel territorio cittadino. E tanti altri servizi di Pubblica utilità alla persona, per costruire una rete di servizi al servizio del cittadino. Un edificio simbolo, richiederebbe un maggiore rispetto e valorizzazione in chiave culturale.

                                                                              Carlo Sorbetto

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