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Berlino. Un’arte a cavallo tra vergogna ed espiazione

di Maria Aiello

“La città di Berlino rappresenta uno dei maggiori centri culturali e artistici europei. Dall’anima pulsante e dal volto ricco di sfaccettature, questa grande metropoli è simbolo di una modernità sfrenata che si fonde al tempo stesso con la raffinatezza e l’eterna maestosità dell’antica tradizione classica. Enormemente ispirata dalle vicende che hanno segnato la sua storia, questa città riesce a mantenere vivo il profondo interesse nei confronti dell’aspetto aristico-culturale che si impone come una priorità alla quale viene data piena valorizzazione e massima capacità di espressione in tutte le sue innumerevoli manifestazioni. Lo stretto rapporto tra storia e cultura e quindi tra società e cultura è da considerarsi come punto focale nell’espressione artistica di una città che si fa specchio della propria civiltà e della propria voglia di rinascere e di mostrarsi al mondo in una nuova prospettiva storica in cui, forse, le colpe hanno un peso maggiore rispetto ai meriti.

 In modo particolare, ciò che interpreta a pieno lo spirito storico di rivalsa del popolo tedesco è rappresentato da tutte quelle espressioni artistico-architettoniche in funzione commemorativa nei confronti del popolo ebraico. Il dramma dell’olocausto che causò lo sterminio di circa sei milioni di ebrei è un ricordo vivido nelle loro menti; una macchia indelebile insinuata fino in fondo alle fibre del tessuto sociale nazionale, come un peccato originario di cui tutti si sentono colpevoli e la cui pena non si finisce mai di scontare. Questo senso di colpa e di vergogna per gli orrori del passato si fonde ad un profondo desiderio di espiazione reso estremamente visibile dalla presenza preponderante di musei e moltissimi monumenti commemorativi la cui vista rappresenta un’esperienza coinvolgente e scioccante al tempo stesso per chinuque si appresti a visitare questi luoghi di memoria.

 La visita al campo di stele nei pressi della famosa Porta di Brandeburgo, un vero e proprio cimitero astratto ed evocativo della Shoah, e il sottostante Museo Ebraico con le numerose testimonianze delle vittime del nazionalsocialismo costituiscono un viaggio dal potente impatto emotivo capace di trasportarci all’interno di una dimensione paralizzante dai contenuti strazianti e dalle tinte forti, definite, che colpiscono in maniera indelebile l’animo di chiunque intraprenda questo percorso commemorativo. Il tema del ricordo è affrontato in modo semplice ma continuativo e diretto, un modo scarno ed essenziale, ma è proprio per questo motivo che riesce a trasmettere così tante emozioni, che riesce a trasportare e a coinvolgere i visitatori scavando un solco profondo nelle loro coscienze da generare così sentimenti di empatia e catarsi. Questa essenzialità non è sinonimo di trascuratezza, bensì di una ricerca continua, di una voglia di riscatto perpetua che si esprime prepotente in ogni sua possibile manifestazione senza fronzoli e senza nulla che possa risultare ridondante e superfluo. A parlare sono le atmosfere, i luoghi, le immagini, capaci di evocare tutto un mondo di sentimenti e di storie di un popolo che, privato della dignità e della propria stessa identità, si impone  prepotentemente  nei confronti dei loro carnefici con quella voglia di vita e di rivalsa che le è stata brutalmente strappata per tanto tempo.

Berlino è espressione del fatto che l’arte è memoria, è ricordo e commemorazione ma non uno sterile ancoraggio al passato bensì espressione di un’analisi profonda di ciò che è stato per capire gli sbagli commessi e prospettarci verso un futuro migliore. Per non dimenticare.”

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