Cultura

Caltanissetta. Anche il Liceo Scientifico “A.Volta” a Palermo il 23 maggio per dire NO alle mafie

Giovedì 23 Maggio2019 si è svolta la manifestazione “Palermo Chiama Italia” per il 27o anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio in cui hanno perso la vita i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.
Anche il Liceo Scientifico A. Volta di Caltanissetta, rappresentato dalle classi 2L e 3F e dagli alunni Riccardo Signer della classe 4C e Mattia Curione della classe 4A, ha partecipato a questo significativo evento, volto a diffondere alle nuove generazioni e a tutti i cittadini il senso della legalità e della giustizia.
Arrivati a Palermo, gli alunni delle classi 2L e 3F, accompagnati dalle docenti Restivo e Speciale, si sono recati in piazza Magione, dove, assieme ad altri studenti siciliani e ai 1500 giovani arrivati con la “nave della legalità” salpata il pomeriggio del giorno precedente dal porto di Civitavecchia, hanno preso parte alle numerose iniziative sui temi della legalità organizzate e hanno assistito a varie performance di attori e cantanti, uniti per dire No alle mafie.
Dopo pranzo, gli studenti si sono diretti verso via D’Amelio, luogo dove il 19 luglio 1992 è scoppiata l’autobomba che ha ucciso il giudice Paolo Borsellino e i suoi uomini della scorta. Davvero emozionante è stato per i ragazzi vedere qui l’albero d’ulivo, carico di biglietti, cappellini, indumenti, oggetti di ogni genere, lasciati dai visitatori come gesto di stima e gratitudine.
Da via d’Amelio è partito, alle 16,30, un corteo, di cui anche le classi del Liceo Scientifico di Caltanissetta, insieme a tanti altri studenti e cittadini, hanno fatto parte. Un altro corteo è partito, invece, dall’Aula Bunker del carcere Ucciardone, simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra avviato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino il 10 febbraio 1986.
Carichi di entusiasmo, i cortei si sono messi in cammino e migliaia di persone hanno colorato le strade di Palermo, lanciando palloncini, indossando magliette con immagini e frasi dei due magistrati uccisi dalla mafia, mostrando striscioni, scandendo slogan e urlando cori e canzoni contro la mafia.
Queste sono solo alcune delle scritte che si leggevano negli striscioni preparati dai ragazzi delle scuole: “Insieme per non dimenticare”, “Le idee degli uomini giusti vivono nel cuore degli onesti”, “Il futuro è nelle nostre mani: uniti contro la mafia”, “Ancora Capaci di amare”, “Avete chiuso 5 bocche, ne avete aperte 50 milioni”. Anche gli alunni del Liceo Scientifico “A. Volta” hanno realizzato un cartellone, che è stato, a turno, portato e alzato al cielo con orgoglio: in esso erano presenti i volti, disegnati dall’alunna Silvia Di Martino della classe 4L, dei due grandi giudici e un albero le cui foglie recavano frasi contro la mafia.
Lungo il tragitto, appesi alle finestre e ai balconi dei palazzi, c’erano i lenzuoli bianchi della legalità. Commovente era il reciproco applauso che si scambiavano i partecipanti al corteo e i cittadini che esponevano tali lenzuoli.
I cortei si sono ricongiunti in via Notarbartolo, sotto l’Albero Falcone, il ficus magnolia sempreverde che si trova davanti alla casa del giudice e che si innalza tappezzato di messaggi di ricordo e di affetto.
Dal palco d’onore allestito accanto all’albero hanno parlato il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, la prof.ssa Maria Falcone, sorella del Giudice, l’ex Presidente del Senato ed ex magistrato Pietro Grasso, Roberto Fico, Presidente della Camera, Giuseppe Costanza, sopravvissuto alla strage di Capaci.
La lettura dei nomi delle vittime delle stragi da parte dei bambini è stata seguita alle 17.58, ora esatta della strage di Capaci, da un minuto di raccoglimento, durante il quale una tromba intonava il Silenzio. Alla fine un lungo applauso, l’Inno nazionale cantato da tutti i presenti e il lancio di palloncini tricolore hanno concluso questa importante ed emozionante manifestazione.
Un altro momento molto significativo e ricco di emozione è stato vissuto dagli alunni Riccardo Signer e Mattia Curione che, accompagnati dalla docente Parrinello, hanno rappresentato il Liceo “Vota” all’interno dell’aula Bunker dove si è svolta la cerimonia istituzionale, promossa dal MIUR e dalla Fondazione Falcone, che ha visto la partecipazione di molti studenti provenienti da tutta Italia e delle più alte cariche dello Stato. Erano presenti il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Presidente della Camera Roberto Fico, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il ministro degli Interni Matteo Salvini e diverse rappresentanze internazionali, considerato che l’edizione di quest’anno è stata dedicata alla Convenzione delle Nazioni Unite ratificata da 189 Stati con l’intento di affrontare la mafia come un problema transnazionale, avverandosi così il sogno di Giovanni Falcone.
Il saluto di apertura alle celebrazioni è stato dato dalla professoressa Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, la quale ha ricordato la memoria del fratello citando una sua celebre frase “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Lei ha scelto di farle camminare attraverso i giovani.
Tra i tanti interventi, il Presidente della Camera Roberto Fico ha osservato come, dopo così tanto tempo, ancora tutti ricordano cosa stessero facendo nel preciso momento delle stragi e come da quel giorno tutto sia cambiato per sempre.
De Raho ha definito la nave della legalità come “un vento di bellezza perché il vento trasmette energia, forza, vigore e cambiamento” ed ancora “Giovanni e Paolo ci hanno insegnato il senso dell’unione di gruppo. Loro per primi lavoravano in gruppo”.
Inoltre parole molto toccanti sono state quelle del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha definito la lotta alla mafia ” una battaglia di libertà, battaglia contro la prepotenza e i soprusi, contro la paura, la politica deviata e l’opacità delle decisioni […] e anche rispetto delle istituzioni come forte è stato il rispetto e il senso dello Stato che hanno avuto Falcone e Borsellino”. Poi, rivolgendosi a tutti, ha chiesto: ” Per quale ideale saremmo disposti a morire? “. La risposta, ha continuato, si trova nel “legame per la nostra terra, amando la nostra terra scegliamo il bene di tutti. Ciascuno di noi, nei luoghi in cui vive e nelle funzioni che è chiamato a svolgere, ispirato dall’esempio di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, può contribuire all’edificazione di una società più umana e più giusta”. Ha concluso dicendo che “il ricordo dei due Magistrati di Palermo e delle altre vittime delle stragi mafiose deve essere pietra d’inciampo sul nostro cammino per non dimenticare mai il nostro dovere e impegno nella società “.
La giornata è risultata un’esperienza molto positiva, gli alunni sono tornati a Caltanissetta più consapevoli del fatto che la lotta alle mafie è molto importante e deve essere portata avanti con impegno.

In alto