Cultura

Caltanissetta. Janni: Note a margine della manifestazione “Paesaggi di Mezzo”

Note a margine della manifestazione “Paesaggi di Mezzo”
Nello spazio ovattato, “esotico” e monumentale del complesso architettonico di Santa Maria degli Angeli, a Caltanissetta, ha avuto luogo, da mercoledì 16 a domenica 20 ottobre 2019, la manifestazione “Paesaggi di Mezzo”. Un impegno organizzativo davvero straordinario e generoso, molteplice e condiviso, finalizzato alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei territori, dei paesaggi del Centro Sicilia. Un evento caleidoscopico, che ha visto l’appassionato protagonismo di alunni e studenti, artigiani, artisti, fotografi, cantanti, musicisti, studiosi, politici, amministratori, ambientalisti, naturalisti, cuochi, tecnici, imprenditori. Tutto questo, insieme alla partecipazione di tanti cittadini adulti e tanti bambini. Insomma, una festa pubblica, o meglio una sorta di “festival della città e del paesaggio”. Un complesso esercizio di “brainstorming” relativo alle molteplici peculiarità culturali, alle specialità, ai colori, agli odori e ai sapori dei territori del Centro Sicilia. Il clima mite ha reso dolce e assai piacevole la manifestazione.
Chi scrive ha avuto l’onore di presentare e coordinare il forum, l’incontro/dibattito sul tema “Ecomuseo della Sicilia Centrale”, che si è svolto nella mattinata di venerdì 18 ottobre. All’incontro/dibattito sono intervenuti diversi soggetti in rappresentanza delle pubbliche istituzioni, delle associazioni culturali e ambientaliste, delle scuole e delle università, della formazione, del mondo produttivo e imprenditoriale. Tra questi Daniela Vullo (soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali – Caltanissetta), Giuseppe Maria Amato (consulente scientifico del Sito Unesco “Rocca di Cerere Geopark”), Renzo Bufalino (sindaco di Montedoro), Giuseppe Cigna (dirigente del Servizio Turistico Regionale – Caltanissetta), Ivo Cigna (organizzatore della manifestazione “Paesaggi di Mezzo” e presidente di Legambiente Caltanissetta), Giovanni Contino (assessore all’Urbanistica del Comune di Enna), Amedeo Falci (naturalista), Marcello Frangiamone (assessore all’Ambiente e ai Lavori Pubblici del Comune di Caltanissetta), Gianfranco Lombardo (presidente del GAL “Terre del Nisseno”), Viviana Rizzuto (presidente dell’“Ecomuseo dei 5 sensi di Sciacca”), Gianfranco Zanna (presidente di Legambiente Sicilia). All’incontro pubblico hanno partecipato anche gli studenti delle classi IIA e IIB del Liceo delle Scienze Umane “Manzoni-Juvara” di Caltanissetta, accompagnati dai docenti Rossella Trupia e Antonino Laneri. Non hanno potuto partecipare al forum il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino, il sindaco di Serradifalco Leonardo Burgio e il direttore del Parco Archeologico di Gela-Caltanissetta Luigi Gattuso.
Ma veniamo al tema: società civile e pubbliche istituzioni insieme per la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale, storico-artistico e paesaggistico, per uno sviluppo sostenibile, virtuoso del territorio. Insieme e con un progetto che fa riferimento alla Legge Regionale del 2 luglio 2014 n. 16 che istituisce gli “Ecomusei della Sicilia”: «La Regione Siciliana, di concerto con le comunità locali, le parti sociali e gli enti locali, riconosce, promuove e disciplina gli Ecomusei, allo scopo di recuperare, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la vita, le figure, le tradizioni, la cultura materiale e immateriale, le relazioni fra ambiente naturale e ambiente antropizzato, le attività di lavoro artigianali e il modo in cui l’insediamento tradizionale ha caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio e del territorio regionale, nella prospettiva di orientare lo sviluppo futuro del territorio in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, di responsabilità e di partecipazione dei soggetti pubblici e privati e dell’intera comunità locale. L’Ecomuseo è una forma museale, mirante a conservare, comunicare e rinnovare l’identità culturale di una comunità. Esso costituisce un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio e si attua attraverso un progetto condiviso e integrato di tutela, valorizzazione, manutenzione e produzione di cultura di un territorio geograficamente, socialmente ed economicamente omogeneo, connotato da peculiarità storiche, culturali, materiali ed immateriali, paesistiche ed ambientali (…)».

Nel corso dell’incontro sono state analizzate alcune esperienze positive, virtuose. E altre meno positive, meno fortunate. Ad esempio, l’Ecomuseo dei 5 Sensi di Sciacca, da progetto è diventato realtà, e da realtà viene oggi riconosciuto come metodo. Un progetto che vede il coinvolgimento di ben 42 associazioni. Diversi sono i Comuni che hanno richiesto supporto per replicare la “best practice” di Sciacca al fine di puntare ad un turismo esperienziale di qualità quale fonte certa, sana, florida di sviluppo del territorio. «La parte innovativa e ritenuta significativa di questa esperienza, tanto da essere diventata un modello metodologico da replicare – ha affermato il presidente dell’Ecomuseo Viviana Rizzuto – consiste nel fatto che essa non dipende dalla presenza di una o due persone, ma dal lavoro sinergico di un’intera comunità. E quindi è un sistema che si auto-sostiene e i cui vantaggi ricadono su un’intera comunità. L’ecomuseo ha per finalità il benessere del territorio e deve perseguire obiettivi per i residenti e obiettivi per coloro che vengono da altre realtà – ospiti, turisti, viaggiatori. È un processo “bottom-up” che parte dalla base e genera un cambiamento profondo e duraturo nel tempo. La comunità impara ad accogliere, a condividere, a raccontarsi e a promuovere nel mondo la propria identità: unica e straordinaria». Molto interessante anche l’intervento dell’ambientalista ennese Giuseppe Maria Amato, che ha parlato dell’esperienza, davvero importante, di Rocca di Cerere Geopark, riconosciuto sito UNESCO lo scorso Il 17 novembre 2015. Di questo peculiare geoparco fa parte anche Monte Capodarso, che è elemento fondamentale della Riserva naturale orientata “Monte Capodarso e Valle dell’imera Meridionale” – gestita da Italia Nostra. Amato ha comunque stigmatizzato il deficit di «regolazione a rete» che ha connotato i territori dell’Ennese e del Nisseno. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Enna Giovanni Contino ha invece illustrato l’iter di Agenda Urbana – Autorità Urbana Enna\Caltanissetta – “Polo Urbano Centro Sicilia” che a Enna ha visto, anche, la partecipazione attiva dei Comitati di quartiere. Egli ha puntualizzato: «Con Agenda Urbana il messaggio che inviamo è chiaro: uscire dalla logica dell’individualismo e iniziare a pensare, a pensarci come un territorio di area vasta, il Centro Sicilia, che porti avanti interventi nella gestione complessiva del sistema territoriale. Quello che stiamo creando è un patrimonio culturale, economico e finanziario di cui il territorio beneficerà negli anni a seguire». La soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali Daniela Vullo ha sottolineato le potenzialità degli ecomusei e ha evidenziato la bellezza e le funzionalità del complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli, che, per la prima volta, grazie alla manifestazione “Paesaggi di Mezzo”, viene fruito in modo organico dai cittadini.

Insomma, il messaggio emerso dall’incontro/dibattito di venerdì 18 ottobre è chiaro: viviamo, abitiamo – malgrado tutto – in un territorio ricchissimo di risorse storiche, culturali, artistiche, naturalistiche ma, per ottenere buoni risultati, per realizzare un progetto efficace ed efficiente, un progetto connotato da una “visione condivisa”, è necessario dialogare, lavorare in team, costituire una “rete di comunità” attiva, operosa. Concorde. Nel Nisseno abbiamo vissuto, sperimentato, tra tante altre, l’esperienza della Rete Museale, Culturale e Ambientale del Centro Sicilia, che sembrava potesse dare buoni frutti. E invece pare arenata, dispersa tra incomprensioni, abbandoni, atteggiamenti impropri. Questo, a dimostrazione che non conta soltanto il sapere “cosa fare” ma il “come fare”. E saperlo fare con intelligenza, umiltà e tenacia, insieme agli altri. Ad ogni modo, è sempre possibile ricominciare d’accapo e migliorare, migliorarsi. Alla luce, anche, delle esperienze più critiche. «Di certo la strettoia, la via angusta e impervia di tanti, di troppi progetti è la politica» – ha puntualizzato il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna. Poi, Zanna ha illustrato la bella esperienza della Rete Museale e Naturale della Valle del Belice. Di certo, ancora una volta qui, al centro dell’Isola, possiamo, dobbiamo affermare che il futuro, il progresso è soprattutto dentro di noi e sarà ciò che noi saremo in questo processo.

Leandro Janni, Presidente di Italia Nostra Sicilia e componente della Speciale Commissione – Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio

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