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Caltanissetta. PiùCittà e l’Associazione”Memoria e Futuro”in una manifestazione dal titolo “La Frattura: prima e dopo il delitto Moro”


Continua, dopo gli incontri riservati alla tragedia di Ustica e al processo Borsellino quater, il calendario degli “Incontri per un’agenda civile in comune”. L’Italia col fiato sospeso. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse, in via Fani, rapiscono il presidente democristiano Aldo Moro. Iniziano i 55 giorni che cambiano il paese. A distanza di 41 anni dal sequestro,
culminato con l’uccisione dello statista il 9 maggio ’78, sono ancora tante le domande senza risposta. Una storia in cui i depistaggi, gli insabbiamenti, le interferenze nelle indagini da parte di uomini dello Stato, hanno allontanato la verità per molto tempo. Ma perché Moro è stato rapito? Cosa accadde dopo il suo delitto? Perché la morte del presidente della Dc
ha assunto il valore di una frattura nella storia italiana? Ne parleremo lunedì 18 marzo a Caltanissetta, in una manifestazione dal titolo “La frattura: prima e dopo il delitto di Aldo Moro” alla sala conferenze della Banca Sicana in via F. Crispi 21, evento organizzato insieme all’associazione “Memoria e Futuro”. Dopo i saluti di Marina Castiglione (Più Città), Adriana Laudani (presidente Memoria e Futuro), Sandro Immordino (Memoria e Futuro) e Giuseppe Di Forti (presidente Banca Sicana)
Interverranno:
– ON. GERO GRASSI, proponente istituzione Commissione d’inchiesta Moro 2
– STEFANIA LIMITI, giornalista e autrice di molti saggi sul caso Moro
– ARMANDO SORRENTINO, avvocato e vicepresidente di Memoria e Futuro
Modera: Giuseppe Lo Bianco, giornalista de “Il Fatto quotidiano” L’associazione piùCittà, con questo calendario che si prolungherà nel tempo, intende riportare nel dibattito
politico-culturale cittadino quei momenti che hanno contrassegnato un “deragliamento” dalla vita democratica nazionale. Infatti, come afferma la giornalista Stefania Limiti, “il caso Moro non appartiene alla storia criminale di questo paese, è molto di più. Rappresenta uno snodo che fatto deragliare il corso degli eventi. L’uccisione del Presidente della Dc, infatti, ha interrotto il progetto politico nel quale credevano Moro e Berlinguer di modernizzare il paese e farlo uscire da uno stallo. L’esito drammatico dei 55 giorni ha impedito che un percorso democratico potesse compiersi: capire quali altre intelligenze, oltre alla manodopera delle Br, hanno contribuito a portare a termine quella operazione è molto importante ancora oggi se vogliamo capire chi ha tramato contro di noi”.

Associazione “piùCittà

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