Cronaca

Caltanissetta. Sorbetto: I morti sul lavoro, le denunce, i proclami e poi….il silenzio

Nei primi dieci mesi del 2019 le denunce di incidenti mortali sul lavoro, in Sicilia, sono aumentate di dieci. Lo denuncia l’INAIL, nel suo rapporto annuale sulle denunce presentate. I dati pubblicati (sul QdS.it 30/11) dall’Istituto sono relativi ai primi dieci mesi del 2019. Quanta incuria c’è nella gestione del territorio di questo Paese. Quanti volti spesso si girano dall’altra parte per non vedere, salvo per esser pronti immediatamente dopo a piangere ipocritamente al verificarsi di tragedie che inevitabili non sono. Qualcuno potrebbe obiettare che è impossibile prevedere tutto ed attrezzarsi per evitare altre disgrazie. Certamente non è possibile, ma quello che sconvolge è la ripetitività di fatti luttuosi che avvengono perché chi è preposto non ha fatto nulla. Succede la stessa cosa, quando muore un operaio sul lavoro. Tante frasi fatte, tanto stracciarsi le vesti o cospargersi il capo di cenere, ma poi tutto torna come prima. Invece bisogna ricreare una cultura del fare, che passa attraverso: assunzioni di responsabilità, progettualità, anticipo degli eventi e rispetto della vita umana. Sostanzialmente bisogna rivendicare una società delle regole, dei diritti e dei doveri. Ad ognuno il suo compito, ad ognuno bisogna chiedere conto della sua gestione e della sua attività. Ricordo a me stesso che il 14 ottobre u.s. poco più di un mese fa, in occasione della 69 esima Giornata Nazionale per le Vittime degli incidenti sul Lavoro, scrissi un articolo in cui riportavo l’esplosione del 5 giugno al mercato di Gela, di un furgone equipaggiato con impianto alimentato a GPL, adibito a rosticceria di polli, in cui morirono due donne e decine di feriti. L’articolo terminava chiedendo al Ministro del lavoro e ai Sindaci della provincia di Caltanissetta, quali sono state le misure di prevenzione e sicurezza che hanno messo in campo (da allora) nei mercatini settimanali per proteggere gli ignari cittadini, dopo quel tragico giorno?

Carlo Sorbetto

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