Cronaca

Caltanissetta. Sorbetto: “Il Tricolore strasformato in uno straccio”

La bandiera nazionale va esposta per legge davanti a scuole e uffici pubblici. Ma nessuno se ne cura. E lo spettacolo è avvilente. L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui la Bandiera nazionale, invece che garrire al vento, rantola in aria. Come un impiccato sul pennone più alto.Tanto in alto che nessuno si premura di prendersene cura. Triste, tristissima la vita del nostro glorioso Tricolore: tradizionale simbolo di (dis)amor di Patria. Un vessillo di cui ci ricordiamo solo in occasione dei Mondiali di calcio, almeno quelli in cui gli Azzurri non fanno figuracce. Ma poi nella vita di tutti i giorni il vessillo Bianco, Rosso e Verde tende a virare in commedia, assumendo i toni del bianco, rosso e verdone. Un film tragicomico (più tragico che comico) che va «in onda» quotidianamente su alcuni edifici pubblici: scuole, biblioteche e uffici. Da Nord a Sud l’Unità d’Italia è fatta, ma si incarna in quel pezzo di stoffa che viene vergognosamente esposto alla stregua di uno straccio con cui si è appena smesso di fare le pulizie. Non c’è spettacolo più avvilente per un cittadino orgoglioso di essere italiano che vedere la Bandiera della propria nazione ansimare sporca e stracciata. Fateci caso. Quando entrate in un ufficio alzate lo sguardo e, nove volte su dieci, sulla vostra testa vedrete curvo su sé stesso un Tricolore sdrucito e sozzo. Nessun direttore, funzionario, dirigente, impiegato, segretario che si ponga il problema non dico di lavare una bandiera annerita o sostituirne una a brandelli. No. Si cambiano con periodica perizia le merendine dalle macchinette degli uffici, ma del Tricolore non frega nulla a nessuno. Lui può morire d’inedia nell’indifferenza generale. E poi: «Non sfuggirà, all’osservatore attento, che un po’ ovunque sono presenti Tricolori laceri, sporchi e, nella migliore delle situazioni, esposti in modo errato (Scuola Primaria “Don Milani”; Istituto Professionale “Galileo Galilei”; Genio Civile; Assessorato dell’Energia e dei SS. Di P.U.- Distretto Minerario di Caltanissetta; Scuola Media F. Cordova) Bandiere offese indecorosamente (Assessorato Agricoltura e Foreste- Ispettorato Provinciale Agricoltura) sino al punto da sembrare private della forza di sventolare. Come si legge questo degrado sociale? Abbiamo, forse, perso la nostra dignità e la volontà di sentirci orgogliosamente italiani? Forse non crediamo più nel nostro simbolo, perché derubricato a semplice icona della Nazionale di calcio?».

Carlo Sorbetto

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