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Caltanissetta. Sorbetto: La salute degli utenti e le esigenze di bilancio

L’assistenza ospedaliera resta indubbiamente il fulcro di ogni sistema di promozione e tutela della salute. Per ragioni economiche, sociali, di impatto sulla rete sanitaria, di sviluppo delle conoscenze e dell’innovazione e, probabilmente, per il fatto di essere la funzione assistenziale più a contatto con i bisogni “estremi” e complessi del cittadino. Tuttavia parlare oggi di sistema ospedaliero vuol dire anche avere la capacità di cogliere le straordinarie evoluzioni del modello tradizionale di assistenza sanitaria con le quali, l’Ospedale, come funzione, come modello, come strategie, non può non confrontarsi in modo propositivo e innovativo. Non è infatti una novità la necessità di una progressiva ma decisa e inevitabile riconversione della mission ospedaliera, verso un ruolo sempre più di alta assistenza e in grado di integrarsi con l’insieme delle strutture territoriali, per dare vita a una vera Continuità Assistenziale per un cittadino sempre più esigente ma anche sempre più “solo” nella lunga convivenza con la cronicizzazione della malattia. Un’altra sfida è poi quella dell’umanizzazione dell’Ospedale, dando a questo termine il significato pieno della presa in carico del paziente dove siano felicemente coniugabili efficienza, qualità, accoglienza e amorevolezza del rapporto tra struttura e persona. Il cittadino non sempre è in condizione di valutare la qualità tecnica della prestazione ma, comunque la giudica basandosi su aspetti non marginali, come l’accoglienza e la disponibilità nei suoi confronti, la facilità nell’accesso ai servizi e alle informazioni, il comfort e l’adeguatezza degli ambienti. Servono anche nuove risorse economiche. Non è accettabile che alla domanda di innovazione tecnologica, assunzioni e di nuovi bisogni di salute, risponda assai più spesso il Ministro dell’Economia che quello della Salute. E per farlo servono onestà culturale, capacità di confronto e coraggio di fare scelte difficili, che siano utili agli interessi generali e, in particolare, a quelli dei più deboli, che aspettano risposte e non buone parole e buone intenzioni.

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