Cronaca

Caltanissetta. Sorbetto: “Scritta sui muri e non parliamo di arte”

Riceviamo:
A distanza di otto anni dal mio ultimo articolo, nel quale rispondevo, prendendo spunto da un argomento apparso su di quotidiano locale che aveva come tema “I graffitari non mollano”, ritorno sull’argomento. Non parliamo di arte, per favore, un muro di un palazzo storico (o anche di una costruzione più moderna) con una firma o un graffito non lo è. E’ semplicemente un muro deturpato! Punto. Il graffitismo (writing per dirla all’inglese), è nato come manifestazione sociale e culturale e s’è diffuso in tutto il mondo, ma poco centra con le antiestetiche scritte che a ogni angolo si trovano anche nella nostra città. La creatività non può e non deve trovare espressione sulle cose e sulle case d’altri, c’è poco da dire. Per la maggior parte degli esempi cittadini è giusto parlare chiaramente di atti di vandalismo da punire secondo leggi vigenti. Eppure gli autori la fanno sempre franca. Il riferimento non è chiaramente ai murales o graffiti dipinti nei parcheggi (autorizzati dal Comune) o lungo il muro della via Costa. E’ praticamente impossibile riuscire a cogliere gli autori della scritte in flagrante: firme, sigle, frasi di generica denuncia o di insulti; anche perché agiscono in orari insoliti.
Carlo Sorbetto

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