Cronaca

Cgil Fp, Emergenza coranavirus – Applicazione misure a tutela del personale dipendente e della salute pubblica

L’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del virus Covid-19 ha investito il nostro Paese con un impatto significativo nel settore dei servizi pubblici e di conseguenza, nell’emergenza le Pubbliche Amministrazioni hanno dovuto riorganizzarsi con molte criticità da affrontare.
Seppur consapevoli della grave e difficile situazione in cui ci troviamo tutti ad operare per contenere l’emergenza sanitaria, alla sottoscritta Segreteria Sindacale preme sollecitare codeste Amministrazioni ad adottare le misure che permettano lo svolgimento del lavoro in modalità agile ai lavoratori dipendenti in maniera da far accedere in ufficio il minor numero possibile di lavoratrici e lavoratori e garantire cosi le misure di contenimento che tutelino la salute dei lavoratori e dei cittadini.
Ad oggi dobbiamo rilevare, a parte alcuni sporadici casi, che non siamo a conoscenza sulle misure adottate per affrontare l’emergenza sia in termini di adozione della modalità agile di lavoro né di procedure per l’adozione di misure di protezione a favore dei lavoratori.
A tal proposito preme ricordare che l’art 87 comma 1 del Decreto Legislativo n 18 del 17/3/2020, cita che “il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”che conseguentemente
a) limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell’emergenza”
b) Prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81”.
“La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’amministrazione.” E che “In tali casi l’articolo 18, comma 2, della legge 23 maggio 2017, n. 81 non trova applicazione. Da quanto sopra è evidente ed inconfutabile come, escluso i contingenti individuati per l’espletamento delle attività indifferibili e che richiedano necessariamente la presenza sui luoghi di lavoro, tutti gli altri lavoratori NON DEVONO essere in ufficio ma devono svolgere la propria attività in maniera agile.

 

Ne consegue che non è il dipendente che deve giustificare la richiesta di lavoro agile ne deve predisporre progetti che poi devono essere valutati, ma è la Pubblica Amministrazione

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