Cronaca

CSA e la Cisl FP di Caltanissetta scrivono al Sindaco di S.Cataldo in merito all’adozione di provvedimenti sulla Polizia Municipale

Riceviamo:

Al Sindaco di San Cataldo

Dott. Ing. Giampiero Modaffari

San Cataldo

 

Al Segretario Generale Dott. Andrea Varveri n.q. di Dirigente del Corpo di Polizia Municipale

San Cataldo

 

Oggetto: Contestazioni alla Determinazione Sindacale n° 14 del 25/01/2018 in pubblicazione all’albo dal 1/02/2018. Richiesta audizione delle scriventi OO.SS. – Revoca dell’atto.

 

Le scriventi OO.SS., avendo avuto conoscenza della Determinazione descritta in oggetto osservano:

  • Che la determina in questione recita: EVIDENZIATO che nell’ambito della Polizia Municipale, oltre all’inquadramento del personale secondo il sistema di classificazione previsto dai CCNL del comparto, si configura un inquadramento gerarchico tipico delle Forze di Polizia, simboleggiato da gradi e distintivi che determinano un sistema di ulteriori responsabilità nelle attività tipiche d’istituto”. In ordine a tale affermazione, si eccepisce che essa appare in antinomia con quanto spiegato nel parere ARAN del 18/07/2012 RAL 1309, pertanto se ne contesta l’assunto e, comunque, si richiede la specifica della norma ed il CCNL che origina il suddetto inquadramento;
  • E ancora, la determina recita: “…si sottolinea la necessità che gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale debbano necessariamente, ai fini dell’attribuzione dei gradi e distintivi, maturare il servizio all’’interno del Corpo di Polizia Municipale medesimo”. A fronte di ciò siamo a richiama l’attenzione sul Decreto Assessoriale 17 maggio 2006 che riporta espressamente: “Considerato che il contratto collettivo nazionale di lavoro 31 marzo 1999, così come integrato con le code contrattuali approvate con successivo accordo del 14 settembre 2000, ha introdotto un nuovo sistema di classificazione del personale degli enti locali”. Nel sistema di classificazione de quo, infatti, nelle “nuove” categorie vengono inserite e, come nel caso di specie, accorpate le “ex qualifiche” definendone i profili giuridici corrispondenti senza distinzione alcuna (alla categoria C, per esempio, corrisponde il profilo professionale di Istruttore, poi viene aggiunta la specificità, amministrativo, tecnico, di vigilanza, ecc…). Ne consegue, quindi, che le mansioni equivalenti, ascrivibili alla stessa categoria, sono esigibili e che anche il servizio prestato nell’ambito di altro profilo professionale della medesima categoria sia utile a determinare l’anzianità di servizio. E ciò vale anche per la P.M.
  • Che i Lavoratori di cui trattasi, per quanto a tempo determinato, soggiacciono a quanto previsto nei CCNL del “Settore Pubblico” senza differenza alcuna con i colleghi a tempo indeterminato se non quella relativa all’indicazione del periodo di cessazione “presunta” del contratto. Per evitare equivoci di sorta, precisiamo che definiamo presunta la data di scadenza del contratto in quanto (la storia ci narra) essa viene prorogata, senza soluzione di continuità, da oltre 25 anni; A riprova di quanto suddetto, gli stessi contratti di lavoro sottoscritti dal personale de quo precisano il profilo professionale di appartenenza e le mansioni da svolgere, giusti i CCNL del Comparto Regioni ed AA.LL. – In virtù di tali contratti, sono stati assegnati e svolti, compiti, funzioni e quant’altro (nel caso di specie, divisa, armi ecc.);
  • Che in ordine ai distintivi di grado, ci preme sottolineare che essi non rappresentano manco una variazione economica in quanto utili a distinguere, esclusivamente, l’anzianità di servizio svolta presso l’Ente. Le differenze economiche, invece, vengono determinate dall’appartenenza alle varie posizioni C2, C3 ecc. E, quest’ultime vengono assegnate giuste le “progressioni orizzontali” che sono cosa ben diversa e, ribadiamo, senza relazione automatica alcuna con l’attribuzione dei distintivi di grado della P.M.
  • In ordine al “rapporto pubblicistico”, oltre a ribadire quanto sopra espresso, si sottolinea che il rapporto di lavoro negli Enti di che trattasi, da molti anni, non è più “pubblicistico”. Esso, già con il d.lgs. 29/1993 e ss. modifiche ha realizzato la d. “Privatizzazione del pubblico impiego” e l’estensione delle norme del diritto privato al rapporto di pubblico impiego spostando la relativa disciplina dall’ambito amministrativo a quello privatistico. E, soprattutto, ha attribuito al datore di lavoro pubblico gli stessi poteri di gestione del rapporto proprio del datore di lavoro privato;

Per quanto sopra detto e considerato, con la presente, siamo a richiedere alle SS.LL., ciascuno per quanto di competenza, di revocare la Determina n° 14 del 25/01/2018 e, comunque, di convocare le scriventi OO.SS. alfine di rappresentare più compiutamente e de visu le ragioni sopra esposte sinteticamente. Restando in attesa di quanto richiesto, si porgono cordialità

 

Caltanissetta 19 febbraio 2018

 

IL COORDINATORE PROVINCIALE AA.LL. CISL FP                      IL SEGRETARIO PROVINCIALE C.S.A.

                                Firmato: Gianfranco Di Maria n.q.                                             firmato: Ettore Cassarino n.q.

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