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Delia. Sindaco Bancheri: A giugno la prima pietra per la realizzazione di un forno per la cremazione

Altri due forni crematori verranno aperti a breve in Sicilia. Il primo a Delia in provincia di Caltanissetta. Il secondo è in cantiere a Misterbianco, nel Catanese. La cremazione non è più un tabù sull’isola. Complice l’apertura ufficiale della Chiesa cattolica, ma anche l’esperienza molto positiva del forno attivo da quattro anni a Messina e che lavora con percentuali di crescita del 20 per cento da un anno all’altro. Al momento l’impianto di Messina è l’unico pienamente operativo in tutta l’Isola. L’altro, quello di Palermo, ha diversi problemi ed è comunque aperto solo ai residenti del capoluogo. Per questo sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri, vede nel progetto che si sta per concretizzare nel suo Comune una grande possibilità. «Lo realizzeremo dentro il cimitero comunale, a giugno contiamo di mettere la prima pietra e in sei mesi di lavoro di ultimarlo, c’è un bacino di utenza di due milioni e mezzo di persone». I problemi di capienza dei cimiteri e anche i costi, che possono mantenersi inferiori per una cremazione rispetto alla classica sepoltura, contribuiscono alla crescita del fenomeno. Ogni anno è il ministero dell’Economia a stabilire il tetto massimo del prezzo per una cremazione, per evitare speculazioni: dall’1 gennaio 2019 il costo è di 624 euro compresa Iva. Cifra che varia in base a una serie di fattori. A Messina ad esempio chi è residente nella città dello Stretto spende meno (410 euro con una bara di legno semplice, 710 euro per una cassa zincata). Prezzo che sale per chi viene da fuori Comune (577 euro per la bara senza zinco, 857 per quella zincata). La legge impone che per trasporti superiori ai cento chilometri la bara sia zincata. E qui torna d’attualità l’apertura dei nuovi forni che renderebbe la cremazione più economica anche in altre zone della Sicilia. «L’accordo con la ditta che lo avrà in gestione – spiega il sindaco di Delia – è che si mantenga su prezzi bassi, 450-480 euro per una cremazione». Nel paesino del Nisseno a realizzare il forno crematorio in project financing sarà la ditta Dremar di Novara che gestirà l’impianto per un ventennio versando una royalty di circa 15mila euro l’anno al Comune. «Il privato – precisa il sindaco – farà anche delle opere migliorative nel cimitero: l’entrata, i parcheggi, l’illuminazione, i cancelli automatizzati. E poi ci sarà un indotto importante per il territorio».

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