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Dolce e Petitto: “Intollerabile il silenzio dell’ANAS sulla chiusura della bretella”

dolce-e-petittoRiceviamo e Pubblichiamo:

“A partire dalla mezzanotte del 18 settembre e fino al 31 gennaio 2015 la strada statale 640 “Di Porto Empedocle” rimarrà chiusa, in entrambi i sensi di marcia, dal km 65,200 al km 72,500, a Caltanissetta.  Il provvedimento – si legge nella nota dell’Anas – si rende necessario nell’ambito dei lavori di ammodernamento e adeguamento della statale tra il km 44 e l’autostrada A19 “Palermo-Catania” i cui lavori sono curati dal Contraente generale “Empedocle2”. I veicoli provenienti dall’A19 dovranno uscire al km 72,500 (Svincolo Imera), percorrere la statale 626 in direzione Gela e uscire al km 11,600 in direzione Agrigento-Caltanissetta. I veicoli provenienti da Agrigento e diretti sull’A19 dovranno uscire al km 59,000 (svincolo di Caltanissetta Zona Industriale), immettersi sul raccordo SS640-Pietraperzia e seguire le indicazioni per l’A19. Infine, i veicoli provenienti dalla statale 122bis “Agrigentina” e diretti in A19 dovranno immettersi sulla statale 640 al km 65,200 (Svincolo S. Caterina Villarmosa), percorrere la statale 640 in direzione Caltanissetta-Agrigento, uscire in direzione Caltanissetta Zona Industriale e seguire le indicazioni per l’A19”.

Il comunicato, che riportiamo volutamente nella sua integrità, è stato trasmesso ai media ed alle autorità interessate a partire dalla metà di Settembre 2014, ovvero circa sei mesi fa.

Il che vuol dire che, da allora e per 170 giorni, i cittadini di Caltanissetta, quelli della provincia di Agrigento e delle aree interne, le imprese e le merci che vogliono imboccare la A19 PA-CT, devono necessariamente allungare il percorso, facendosi carico di un maggiore dispendio economico e di tempi di percorrenza che si allungano di circa venti minuti!

Tuttavia, l’aspetto che riteniamo davvero ingiustificabile, è che nel suddetto comunicato l’Anas e la Empedocle2 si erano impegnati a riattivare la Bretella “entro e non oltre il 31 Gennaio 2015”.
Come è palese, tale termine è infruttuosamente ed ampiamente superato e le notizie ufficiose che circolano a riguardo, non sono assolutamente confortanti.
Si parla di un’apertura che dovrebbe essere rinviata addirittura a fine 2015!

Tutto ciò non è tollerabile. L’economia del territorio della Sicilia Centro-Meridionale sta subendo un danno davvero troppo grave che, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, per molti produttori rischia di rappresentare il colpo del ko finale. Non si possono inoltre ignorare l’aumentato rischio per i viaggiatori ed i disagi che affrontano i pendolari, costretti ogni giorno ad affrontare un tortuoso e lungo tragitto a bordo di bus o delle proprie autovetture, con un evidente aumento dei costi e della fatica quotidiana.

In primo luogo chiediamo al Sindaco del Ruvolo, alle forze sociali e datoriali, a Sua Eccellenza il Prefetto e a tutte le forze politiche, di intervenire rapidamente per avere certezze sui tempi di riapertura della Bretella che conduce alla A19.

Chiediamo altresì che venga compensato, in aggiunta a quanto già previsto, il grandissimo disagio che sta subendo la nostra comunità per la suddetta ritardata apertura della bretella.
Qualora dovessero esserci motivi di carattere tecnico non superabili in tempi brevi, chiediamo che vengano messi in atto accorgimenti volti ad agevolare il transito e la circolazione. Proponiamo ad esempio  di attivare quanto meno il senso unico di marcia in direzione Caltanissetta per chi proviene dall’autostrada, lasciando l’utilizzo della 626 (Gela-Caltanissetta) a chi si dirige verso il nodo autostradale.
Questo e/o altri provvedimenti potrebbero servire ad alleviare i gravi disagi nel breve periodo, con l’auspicio che, contemporaneamente, vengano raddoppiati gli sforzi per ridurre i tempi di realizzazione del suddetto tratto viario, eventualmente con un ulteriore impegno di manodopera (anche h24).

Rivolgiamo il nostro appello a tutte le forze politiche e alle Istituzioni: i cittadini sono stanchi di tutte queste problematiche  e poichè la misura è colma, non sarebbe ingiustificabile il ricorso ad eclatanti azioni per risvegliare chi, in questi sei mesi, poco si è curato dei danni procurati ai cittadini e all’economia. 

Francesco Dolce – Annalisa Petitto

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