Politica

Il Sogno del Sindaco Giovanni Ruvolo, finito male

Riceviamo e pubblichiamo:

A volte un’immagine vale più di mille parole. Ed eccola l’immagine che parla, che svela. Che tradisce. L’immagine – un po’ sfocata – della nuova Giunta municipale nissena: al centro Giovanni Ruvolo (sindaco), circondato dai sei nuovi assessori: Giuseppe Tumminelli (Udc), Felice Dierna (Udc), Graziella Riggi (Intesa civica solidale), Ilaria Insisa (Pd), Vito Margherita (Pd) e Carlo Campione (Intesa civica solidale). Guardiamola bene, dunque, questa immagine: ciascuna di queste persone rivolge lo sguardo verso qualcuno o qualcosa. Sorrisi aperti, distesi non se ne vedono. La faccia del sindaco Ruvolo manifesta una sorta di sogghigno imbarazzato e sfuggente. Ma guardiamola ancora meglio questa immagine: cosa ci svela, cosa ci dice? Ci svela chiaramente, inesorabilmente un gruppo di persone in un interno, «ognuno a rincorrere i suoi guai, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso e ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi!» – direbbe Vasco Rossi. «Sei personaggi (più uno) in cerca d’autore» – direbbe invece Luigi Pirandello. Ma è meglio lasciar perdere le citazioni letterarie e continuare ad osservare l’immagine fotografica. Insomma, questo non è un gruppo, non è una squadra; queste non sono persone che guardano nella medesima direzione. Differente è lo spirito, differenti le intenzioni, differenti sono i progetti di queste persone.  Ammesso che queste persone abbiano un progetto. Un progetto per questa sventurata Città.

E diciamolo pure: queste persone portano dentro di sé i fantasmi dei sei assessori che hanno sostituito, che hanno soppiantato. In base a che cosa poi? A quale principio? A quale regola? A quale strategia? Noi sappiamo chi ha deciso tutto questo, chi ha imposto tutto questo: insinuandosi tra le ambiguità e le contraddizioni, facendo leva sulle evidenti debolezze di questo Sindaco – incapace di dialogare, di ascoltare, di rispettare. Incapace  di tutelare e valorizzare. Incapace di programmare, coordinare, di perseguire obiettivi e finalità in modo serio e determinato, coerente. Incapace di porsi nel dovuto atteggiamento di umiltà. Incapace di spirito di comunione. Di lealtà.

Il deserto che questo Sindaco ha intorno a sé è soprattutto il prodotto delle sue scelte sbagliate. Del suo atteggiamento improprio, del suo ostinato autismo politico. Della sua incontenibile vanagloria politico-amministrativa fatta di retorica e di slogan cinici e buonisti. Quante ambizioni sbagliate in questa immagine. E quante illusorie, stanche promesse, ancora. Il sogno di questo Sindaco è finito. Finito male. Un sogno trasformato in incubo. Un sogno trasformato in una sorta di parodia civica, in un posticcio “esperimento” politico imposto dai soliti strateghi del nulla. Di mestiere politicanti e pupari. A vita. E i cittadini? Essi probabilmente attendono pazientemente, e con la consueta nissena moderazione, la prossima messa in scena, la prossima ambizione sbagliata, la prossima mediocre illusione. Invecchiando, sopravvivendo stancamente in questa sventurata, lontana e sola Città.

Leandro Janni

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