Segnalazioni

La Corte di Cassazione conferma il sequestro del Muos di Niscemi

Riceviamo e pubblichiamo:

“MUOS di Niscemi: crimini e misfatti contro l’ambiente” intitolammo un esposto del 12 aprile 2012, firmato da chi scrive e da Antonio Mazzeo. Così iniziava quel documento: “Un paesaggio da incubo. La collina stuprata, sventrata. Voragini ampie come i crateri di un vulcano. Il terreno lacerato dal transito dei mezzi pesanti, ruspe, betoniere, camion. Recinzioni di filo spinato, tralicci di acciaio. Una selva di antenne. E poi ancora e solo antenne. Terrazzamenti, gli uni sugli altri, per centinaia e centinaia di metri. Uno di essi mostra già evidenti segni di cedimento. Forse per la pioggia dell’ultima coda d’inverno. In cima, tre piattaforme in cemento armato. E un primo blocco di casermette, container in alluminio e i box per i generatori di potenza. Non conoscono soste i lavori di realizzazione, all’interno della Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, del terminale terrestre del Muos, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare USA. Scempi che si sommano ad altri scempi, l’elogio della follia della guerra, l’estrema profanazione del paesaggio e dell’ambiente” (vedi l’intero documento: http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getintervento&id=1069).

Pochi giorni fa, dal 13 al 15 gennaio 2016, il Collegio dei periti-verificatori, in forza dell’autorizzazione del Ministero della Difesa, avrebbe dovuto effettuare le misurazioni dei campi elettromagnetici emessi dal Muos, per testarne l’eventuale pericolosità nei confronti della salute dei cittadini. A poche ore dall’attivazione delle parabole, come sappiamo, giunge lo stop del Prefetto di Caltanissetta, di concerto con il Collegio dei periti-verificatori. Adesso un’ulteriore, positiva novità: il Muos resta sotto sequestro. E’ l’effetto della decisione della Cassazione che ha rigettato il ricorso dell’Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della Difesa. Rimane vigente l’ordinanza emessa il 1 aprile del 2015 dal Gip di Caltagirone, confermata poi dal Tribunale per il Riesame di Catania, su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, che ha bloccato la prosecuzione dei lavori per la realizzazione dell’impianto. La Cassazione ha anche condannato il Ministero della Difesa al pagamento della spese processuali.
Il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, competente per territorio su Niscemi, ritiene che il sistema di comunicazione della Marina militare USA, è sottoposto ai vincoli di rispetto ambientali perché realizzato in un’aerea protetta con inedificabilità assoluta. Tesi condivisa dal Gip Salvatore Ettore Cavallaro che, il 1 aprile del 2015, ha disposto il sequestro della struttura. Il provvedimento, che era stato eseguito dal nucleo di Polizia giudiziaria della Polizia municipale e dai carabinieri della Procura, era stato confermato il 27 aprile del 2015 dal Tribunale del riesame di Catania, presieduto da Maria Grazia Vagliasindi. Un atto di sequestro del Muos fu adottato nell’ottobre del 2012 su richiesta dell’allora procuratore Francesco Paolo Giordano, che aveva ritenuto illegittime le autorizzazioni concesse dalla Regione Siciliana. Tale atto fu poi annullato dal Tribunale del riesame di Catania, che invece valutò validi gli atti del Governo dell’Isola. Nel febbraio 2015, il Tar di Palermo, accogliendo il ricorso del Comune di Niscemi, ha annullato tutte le autorizzazioni delle Regione Siciliana, imponendo il blocco dei lavori. Su questo fronte è ancora pendente un ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo. Ma per la Procura della Repubblica di Caltagirone è stata la svolta giudiziaria: non si è posto più il problema sulla legittimità delle autorizzazioni perché non esistono più e dunque, per l’accusa, “il Muos è abusivo”.

Oggi, noi di Italia Nostra non possiamo che esprimere soddisfazione per la decisione della Corte di Cassazione, sebbene siamo consapevoli che la battaglia contro il Muos è ancora lunga e complessa. Intendiamo ribadire il nostro impegno per il rispetto della Costituzione (art. 9 e art. 32)  e delle leggi vigenti, per il rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente. Rispetto, anche, verso l’intera popolazione siciliana, che da anni subisce una inaccettabile azione di forza e prevaricazione.

Leandro Janni – Presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia

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