Archivio

La guerra delle App

Acque agitate nell’immenso mare della rete. La notizia, in questi ultimi giorni, la fa sempre WhatsApp, l’applicazione che consente di scambiare messaggi con i propri contatti in rubrica appoggiandosi alla rete. Inizialmente la news fu l’acquisizione dell’applicazione da parte del colosso Facebook, che per farla sua, ha sborsato l’esorbitante cifra di 19 miliardi di dollari.

Sabato scorso si è consumata la tragedia: WhatsApp improvvisamente ha smesso di funzionare, esattamente per 210 minuti, mandando in crisi la popolazione mondiale. Panico, più che per una qualsiasi crisi di governo, più che per un colpo di Stato. Con un laconico “Abbiamo un problema ai server, ritorneremo il prima possibile” WhatsApp si scusa con i suoi utenti che nel frattempo, in craving da messaggistica, avevano fatto le valigie per approdare sulla più sicura, e gratuita, Telegram. Quest’ultima quindi ne approfitta rubando a WhatsApp tutti quegli utenti ancora sotto choc per il down dell’applicazione e terrorizzati al pensiero che Mark Zuckerberg possa mettere mano alle proprie rubriche telefoniche. Infatti Telegram sembra essere un vero e proprio caveu per ciò che riguarda la riservetezza dei suoi utenti.

In parole povere le conversazioni dopo un certo lasso di tempo dalla lettura si autodistruggeranno, si potrà interagire in conversazioni di gruppo fino a 200 utenti e la presenza di numerosi server in giro per il mondo renderà la velocità di trasmissione dei messaggi davvero competitiva. I numeri parlano da soli, nelle ore successive il terrificante blackout di WhatsApp, la russa Telegram ha guadagnato ben 5 milioni di nuovi utenti. Insomma roba da guerra fredda.

di Gaia Branca
(da www.lagazzettareggina.it)

In alto