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Milena il “Paese delle Robbe” celebra l’antica festa di Sant’Antonio Abate

L’antica festa di Sant’Antonio Abate è un evento che attira ogni anno numerosi fedeli provenienti da molti comuni del circondario e anche quest’anno, per il dodicesimo anno consecutivo, sarà riproposto in chiave storico-tradizionale.
Si svolgerà domenica 11 agosto, a Milena, il “Paese delle Robbe” in Provincia di Caltanissetta, la festa di Sant’Antonio Abate, giunta alla sua 123esima edizione.
Un appuntamento di fede e di folclore che nella seconda domenica di agosto di ogni anno rappresenta il clou dell’estate milenese. Numerosi gli eventi in programma tra i quali spiccano certamente il Corteo degli animali e delle offerte votive che si svolge la mattina del giorno della festa e la Processione del pesante Simulacro portato a spalla nel pomeriggio, il tutto all’interno di una ricca cornice fatta di spettacoli musicali e pirotecnici e della fiera merciologica.
Per il dodicesimo anno consecutivo l’organizzazione dell’evento è curata dal Comitato di giovani con il contributo dell’Amministrazione Comunale e la regia del Parroco, Don Luca Milia.

La festa si celebra da sempre nella seconda domenica di Agosto e quest’anno, nelle intenzioni degli organizzatori è forte il desiderio di coinvolgere, con ogni mezzo possibile, tutti i cittadini, gli emigrati, i pellegrini, i turisti e i visitatori che, nei giorni della festa, stazioneranno a Milena.
In questi anni ha ripreso particolare vigore il festoso e rumoroso “Corteo delle Purmisioni” (Corteo delle Promesse votive). Si tratta di una sfilata che la domenica mattina accompagna sin sul sagrato della Chiesa Madre le offerte votive portate al dorso di muli e cavalli, oppure legati a lunghi ceri bianchi, accompagnati dalle note della banda musicale cittadina, dal rullo dei tamburi e con la presenza immancabile del maialino che è il tratto caratteristico dell’iconografia di S. Antonio Abate e che rievoca gli anni in cui l’animale veniva lasciato scorazzare per le strade del paese nei giorni precedenti la festa, per poi essere ripreso e venduto, così da destinare il ricavato della vendita al sostentamento delle spese della festa. Il rispetto che si doveva al Santo faceva si che, pur essendo anni di dura fame, nessuno osava appropriarsene e fare banchetto, eccezion fatta per un triste episodio degli anni 70 che ancora in molti ricordano.
Una volta giunti sul sagrato della Chiesa Madre e deposte le offerte votive, ha inizio la Benedizione di tutti gli animali domestici: cagnolini, gattini, conigli, tartarughe, uccelli di varia specie e natura, recati in braccio dai piccoli padroncini. E’ un momento di vera e autentica festa, che rappresenta un appuntamento da non perdere per i milocchesi, gli emigrati, i bambini e tutti gli amanti degli animali.
​ Luca Caldiero

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