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Niscemi: lettera del Dott. Maugeri ai Dirigenti Scolastici

Pubblichiamo integralmente la lettera inviata dal dott. Alberto Maugeri ai Dirigenti Scolastici di Niscemi

Al Sig.ri Dirigenti degli Istituti Scolastici di Niscemi
Loro Sedi
Niscemi 18 maggio 2021

Gentilissimi Signori Dirigenti Scolastici mi permetto di farvi presente, sicuramente anche a Voi nota, la brutta piega, che il comportamento incivile e fonte di grande maleducazione di gruppi giovanili della nostra Città, ha preso negli ultimi anni.
Sia attraverso articoli di stampa, sia attraverso denunce ed esposti alle Autorità competenti da parte di singoli cittadini e dei residenti del nostro Centro storico, abbiamo
potuto notare che non ci sono stati interventi significativi, idonei a mitigare gli atteggiamenti dei nostri giovani rumorosi e, in determinate situazioni, anche a scongiurare danni alle proprietà private.
Quando detto sopra ci autorizza a pensare che molti genitori con le loro famiglie hanno fallito il progetto educativo nei confronti dei propri figli.
Ci risulta, altresì, che non mancano diatribe tra genitori di scolari e di studenti ed alcuni insegnati e professori, ogni qualvolta si è cercato di affrontare tali problematiche.
Recentemente il prof. Raimondo Rosario Giunta, ex dirigente scolastico presso il ministero dell’istruzione (Caltanissetta – Sicilia), in un articolo, “Educare a scuola. La
funzione educativa, ha affermato: “L’educazione dei giovani, oggi, è diventata un problema complesso e non facile da affrontare, perchè la responsabilità educativa è declinata in modo diverso da chi se ne dovrebbe fare carico e non sempre da costoro viene esercitata con la dovuta collaborazione. La responsabilità educativa nei confronti dei giovani ricade su chiunque
per ruolo o per età con loro abbia o sia tenuto ad avere delle relazioni, anche se diverse per gradi di obbligatorietà . Nessuno, infatti, può essere responsabile nei confronti dei
giovani come sono tenuti ad esserlo i genitori. La responsabilità educativa dei genitori costituisce “l’archetipo di ogni responsabilità”(H. Jonas) e si comprende come sia difficile
rimediare ai danni procurati quando questa, come sempre più spesso accade, non viene esercitata, perchè ai giovani mancheranno la guida, il buon esempio, i consigli e la cura
nello sviluppo delle proprie facoltà comportamentali, nella costruzione di capacità di relazione, nella formazione del carattere, nella sollecitazione a sapere e a capire.
Verrebbe a mancare la preparazione alla vita in società.
Alla responsabilità educativa dei genitori nelle società evolute e complesse si accompagna quella irrinunciabile della scuola. I loro compiti si intrecciano, ma non sono identici. Quelli
dei genitori sono relativi alla dimensione personale dei giovani, quelli della scuola sono relativi alla dimensione sociale e pubblica, tendono alla socializzazione dei valori condivisi
in una comunità, all’integrazione nella società, a sviluppare un rapporto di fiducia con le istituzioni e ad agire nella legalità. Questo dovrebbe accadere se ognuno facesse la
propria parte. I fatti di cronaca dicono che qualcosa in questa divisione dei compiti non funziona e anche che qualcuno dimentica di assumersi le proprie responsabilità.
Sicuramente negli ultimi tempi si è slabbrato il collateralismo tra scuola e famiglia che nel passato rendeva proficuo e meno difficile il lavoro scolastico e la formazione dei giovani”.
Date queste premesse ci è sembrato doveroso rivolgersi ai Rappresentanti di una agenzia educativa, quale la scuola, affinchè i Dirigenti assieme agli insegnati e ai
professori possono progettare compiutamente una serie di interventi volti ad affiancare e, nei casi più gravi a sostituirsi con l’ausilio di altre agenzie educative, a quei genitori e a
quelle famiglie che non riescono più a gestire i comportamenti sociali dei propri figli.
Ci permettiamo che il ripetersi di queste azioni, che condizionano profondamente ogni diritto dell’altrui libertà, sono certamente in contrasto con le conquiste dei diritti alle
libertà. Nella speranza che questa mia riflessione possa essere accettata come un contributo affinchè i nostri giovani che i diritti non sono mai a senso unico, ma sempre
correlati ai relativi doveri.
Distinti saluti.
Alberto Maugeri

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