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Prevenzione incendi, iniziative dell’Unione dei ComunI Terre Sicane. La proposta del WWF

“Circa 200 ettari di bosco demaniale sono andati in fumo nell’incendio doloso appiccato la settimana scorsa al bosco del Magaggiaro che ha provocato 60 milioni di danni diretti e indiretti. Più 30 ettari di bosco e altri 50 ettari terreni pascolivi sono stati bruciati nei giorni scorsi intorno a lago Arancio. Una situazione inaccettabile. E’ necessario mettere in campo ad ogni livello una serie di iniziative finalizzate a prevenire i roghi e tutelare il nostro patrimonio ambientale, a tal proposito ci sarà il massimo impegno dell’Unione dei Comuni Terre Sicane”.

Lo afferma il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo a margine dell’incontro promosso dall’Unione dei Comuni delle Terre Sicane stasera Menfi per fare il punto della situazione dopo gli incendi che hanno gravemente danneggiato due aree boschive nel territorio belicino.

Alla riunione con i sindaci di Montevago, Menfi (Marilena Mauceri), Santa Margherita Belìce (Franco Valenti), Sambuca di Sicilia (Leo Ciaccio) e con l’assessore ai Lavori pubblici di Caltabellotta Michele Pipia hanno partecipato anche agenti del corpo forestale, carabinieri, polizia municipale, volontari e rappresentanti del Wwf tra i quali il presidente del Wwf Sicilia Area Mediterranea Giuseppe Mazzotta che ha illustrato le proposte dell’associazione ambientalista per contrastare gli incendi e ha offerto la propria collaborazione ai Comuni delle Terre Sicane.

“L’Unione dei Comuni, condividendo il documento del Wwf – spiega La Rocca Ruvolo – chiederà alla presidente della quarta commissione dell’Ars Giusy Savarino di poter valutare la convocazione di un’audizione con l’assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro per un confronto sugli interventi necessari a breve e a lungo termine per prevenire il rischio incendi, a cominciare dalla possibile attivazione di impianti di videosorveglianza nelle zone più a rischio. Tra le iniziative che intendiamo promuovere anche una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione degli incendi boschivi”.

PROPOSTE DEL WWF PER CONTRASTARE GLI INCENDI IN SICILIA
Abbiamo vissuto tutti, in questi terribili giorni di pandemia covid, i disagi del lockdown e stiamo vivendo anche quelli della ripresa, con la preoccupazione che il virus possa ritornare e con l’angoscia, per molti, della perdita del posto di lavoro in un’economia in forte difficoltà.
Una delle speranze, durante il fermo delle attività, era stata quella di ripartire in modo differente, ripartire soprattutto, a fronte di quello che la natura ci aveva fatto vedere con il suo risorgere quasi miracoloso, con un approccio nei confronti dell’ambiente più rispettoso ed intelligente.
SEMBRA NON ESSERE COSI’ !!! almeno, non è così con il problema degli incendi boschivi che hanno ripreso con una virulenza maggiore !!!
Com’è noto il sistema boschivo è già di per se un sistema vulnerabile alle aggressioni esterne in quanto è esteso sul territorio, ha lunghi confini di fatto difficilmente difendibili e controllabili e la materia prima che lo compone è ad elevato rischio di infiammabilità, il clima caldo e siccitoso la rendono ancora più esposta all’immediata combustione (ma non autocombustione).
La vulnerabilità oggettiva diventa ancora più elevata se il sistema boschivo insiste su un territorio ostile, con scarsa organizzazione, con un alto grado di illegalità diffusa, con la totale o quasi mancanza di conoscenza e consapevolezza di questa vulnerabilità.
Questa condizione culturale porta a compiere azioni insensate e superficiali come la bruciatura delle stoppie o l’accensione di fuochi in zone ad alto rischio.
Ancor più, a minacciare i boschi, ci sono senza dubbio interessi e convenienze che vedono negli incendi comunque un tornaconto, immediato attraverso il riutilizzo del territorio per il pascolo fresco o per la caccia facilitata da un terreno “pulito” (e desertificato), meno immediato ma più subdolo perché alimenta la speranza di potere alla lunga riutilizzare i terreni ex boschivi attraverso cambi di destinazione d’uso.
Esiste anche il fenomeno dei piromani e qualche caso sarà imputabile anche a loro, ma la puntualità perfettamente in fase con gli eventi atmosferici avversi, la contemporaneità degli incendi e la scelta oculata dei luoghi fanno più pensare ad un’organizzazione, ad una “professionalità” criminale.
Il modo quindi con il quale avvengono gli incendi fa apparire molto improbabile che si tratti solo di azioni di folli mentre è più credibile la tesi che si tratti di menti non folli ma dotate di lucida consapevolezza e razionalità.
Siamo in presenza quindi di una miscela micidiale di insensibilità, stupidità, superficialità, cupidigia e loschi interessi e alla fine anche di frustrazioni psichiche da parte di menti malate.
È quasi inutile ripetere quanto i boschi e il terreno vegetato siano importanti per il pianeta, per la mitigazione dei cambiamenti climatici, per l’erosione dei suoli, per la conservazione della biodiversità sia vegetale che animale.
Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.
Molte specie animali durante gli incendi non sono in grado di fuggire (peraltro si è in pieno periodo di riproduzione con i piccoli non indipendenti), viene azzerata la catena trofica, banalizzata la diversità biologica.
In più, come la pandemia covid insegna, i boschi rappresentano una necessità indispensabile per il benessere, la qualità e la sicurezza della vita umana.
Fatta questa debita premessa, il WWF intende evidenziare che, nonostante il profuso impegno degli organismi addetti alle attività di spegnimento, si è molto lontani da un’efficace rete che permetta quantomeno di affrontare e fronteggiare adeguatamente la lotta agli incendi e pertanto nel ribadire l’importanza di garantire la presenza sul territorio da parte delle Istituzioni, per la sua gestione e il suo controllo, anzi ancora una volta si deve prendere atto che questa rete antincendio, già strutturalmente carente e bisognosa di drastici provvedimenti migliorativi ancora, a metà giugno, non ci risulta ancora operativa e pertanto per gestire gli incendi intervengono la protezione civile, i vigili del fuoco e i canadair, che operativi lo sono già !
Eppure da anni, da sempre, nel mese di maggio arrivano potenti sciroccate che puntualmente e con tragica professionalità vengono sfruttate dai nemici mortali dei boschi.
Nell’immediato, riteniamo che sia indispensabile e urgente attivare subito la macchina antincendi con i dovuti atti amministrativi ed operativi.
Occorre inoltre che vengano messe in atto una serie di azioni sia a lungo e medio termine che possano, se non eliminare, quantomeno ridurre il fenomeno e superare quel senso di impotenza e frustrazione che coglie la cittadinanza quando assiste attonita a questa tragedia puntualmente annuale.
LE NOSTRE PROPOSTE
I punti focali a nostro parere riguardano il piano della prevenzione, quello della repressione attraverso la ricerca degli autori degli atti criminale ma soprattutto quello della gestione successiva dei terreni una volta bruciati.
A. Provvedimenti strutturali a lungo termine:
o Incrementare il parco mezzi e uomini della struttura antincendio regionale
o Incrementare il parco mezzi e uomini della struttura dedicata alla manutenzione delle aree boschive
o Mantenere il flusso dei finanziamenti dedicati alle strutture di cui sopra costante, sicuro e sincronizzato con le esigenze operative, non si può tenere ogni anno col fiato sospeso tutta la struttura per i necessari finanziamenti con grave ripercussioni sulla serenità degli addetti e non si possono aprire i capitoli di spesa, per esempio per la fasce tagliafuoco, a stagione inoltrata ecc..
o Procedere con la ristrutturazione di tutto il comparto e soprattutto introdurre elementi di efficienza operativa che portino alla motivazione degli addetti ma anche ad interventi rigorosi contro inefficienze, lassismo e anche eventuali casi di corruzione.

B. Provvedimenti di prevenzione a breve termine di natura gestionale/amministrativa:
o maggiore presenza sul territorio con il recupero di tutto il personale esistente possibile, attingendo anche da altri bacini di risorse umane disponibili e inutilizzati
o Capillare e funzionale diffusione dei contenuti delle ordinanze in materia di incendi e repressione delle violazioni (combustione in periodo di divieto, mancata pulitura, pascolo, cambio di destinazione d’uso del suolo) per tutto il periodo previsto dalle norme
o Attivazione degli Enti che hanno la responsabilità della pulizia delle aree perimetrali di pertinenza delle pubbliche amministrazioni, dei canali e altro.
o Curare l’aggiornamento del catasto degli incendi (anche degli anni pregressi – L.N. 353 del 21/11/2000 e smi e L.R. e Decreti nei diversi anni) con ufficio dedicato ad esso e tempestivo inserimento delle aree percorse dal fuoco per facile verifica da parte degli organi di polizia giudiziaria e a seguire, controllo del territorio e repressione di eventuali abusi. E’ indispensabile l’immediato censimento e la catastazione delle aree percorse da fuoco (Comuni) per l’applicazione immediata dei divieti di costruzione, di esercizio dell’attività venatoria, di pascolo ecc.
o Effettuare un censimento delle aziende zootecniche e procedere ai relativi controlli
o Effettuare il controllo delle varie forme di pascolo ed attuare forme di tolleranza zero per i pastori sprovvisti di autorizzazioni
o Mettere in piedi un efficace sistema per una corretta gestione delle attività di decespugliamento e relativo smaltimento degli sfalci
o Fare rispettare il divieto assoluto dell’abbruciamento delle stoppie come pratica agricola e applicazione del sistema sanzionatorio
o Coinvolgere con un rapporto stretto e costante tutti gli attori interessati al problema: agricoltori, aziende, associazioni, altro.
C. Provvedimenti immediati di emergenza:
E’ necessario attivare una rete permanente di emergenza di centri di “coordinamento antincendio” che coinvolga le Prefetture, l’Assessorato Agricoltura e Foreste, l’Assessorato Territorio Ambiente, la Protezione Civile, Comuni che garantiscano in modo permanente il controllo stretto del territorio attraverso:
o La regolare presenza di forze dell’ordine con l’utilizzo anche di pattuglie militari che dovranno sorvegliare le zone sensibili e a più alto rischio (riserve naturali, parchi, siti Natura 2000, aree demaniali, aree comunque percorse abitualmente dal fuoco), con mezzi fuoristrada ma anche con pattuglie appiedate.
o Il monitoraggio delle zone sensibili con adeguati mezzi tecnologici quali elicotteri, droni, telecamere, sensori e quant’altro.
o L’invio di forze dell’ordine investigatrici in occasione di ogni incendio per supporto ed eventuali ricerche dei responsabili ma anche con funzione di deterrente In caso di previsione di condizioni idonee per i criminali del cerino (ondate di caldo, venti medio – forti dai diversi quadranti) fare scattare un “allerta meteo” predisponendo la localizzazione diretta di maggiori mezzi ed uomini e predisponendo un dispositivo di controllo più stretto (blocchi stradali, appostamenti in punti strategici ecc., anche come deterrente e comunque per aumentare il rischio per i criminali.
o Attivare una rete di Guardia Ambientali Comunali addestrate alla prevenzione incendi, per consentire una diffusione sul territorio di figure formate su questi temi che possono convogliare una gran quantità di risorse umane dal volontariato in questo settore.
o Attivare una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione degli incendi boschivi, con spot televisivi, manifesti, comunicazioni sui social e ogni altra modalità comunicativa professionalmente valida.
D. Ausilio degli Organi Nazionali dello Stato:
Si ritiene indispensabile la messa a punto di una costante operazione di intelligence e controllo del territorio utilizzando l’enorme potenziale costituito dalle caserme dei Carabinieri sparse nel suolo nazionale, ora che l’Arma ha inglobato anche il Corpo Forestale Nazionale
CONCLUSIONI
Anche se apparentemente le misure proposte di cui sopra potrebbero sembrare eccessive e molto costose, riteniamo che occorre arrivare ad un drastico cambio di rotta per debellare questo ormai abituale, terribile e triste fenomeno. I costi economi ci della perdita di capitale naturale, dei servizi ecosistemici del benessere e della salute umana sono estremamente più onerosi come oggi è universalmente riconosciuto da tutti gli economisti mondiali e recepito nella svolta verde dell’Unione Europea (Green deal Europeo) Solo con misure drastiche ed eccezionali si può porre fine o comunque ridimenzionare questa criminale tendenza che negli anni sta diventando sempre più preoccupante.
Queste misure “draconiane” avrebbero in ogni caso un effetto positivo sulla cittadinanza che, incoraggiata e rinfrancata potrebbe innescare un processo di partecipazione e collaborazione, veleno per i delinquenti.
Per quanto riguarda i costi, diventano irrisori se paragonabili ai danni diretti ed indotti che una generalizzata devastazione del territorio comporta.

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