Politica

Raimondo Torregrossa: per tornare a fare politica ci vuole una rivoluzione orwelliana

Dall’ex Deputato Regionale riceviamo e pubblichiamo:

Sono trascorsi ormai diversi anni dal mio disimpegno politico, passato che non rinnego, non rimpiango né aspiro a rivivere, e il tempo, notoriamente, fa riflettere e maturare.
Approfittando di una breve pausa lavorativa ho ritenuto di affidare a quanti vorranno condividerle, alcune brevi riflessioni sulla politica locale.
Già, la politica ! Qualcuno ricorda ancora cosa sia ?
Sempre più spesso mi capita di frequentare i nuovi mezzi di comunicazione (i cosiddetti social) e di trovarvi costantemente l’immagine degli Amministratori locali ritratti in tutti i luoghi e in tutti i modi: al lavoro, in campagna, in auto o in bicicletta, in collina o al mare … no al mare forse no.
Autorità o … autorevolezza. Certo non sarò io a sciogliere questo nodo.
L’ultima tornata elettorale ha regalato alla Città un Consiglio Comunale composto per la maggior parte di giovani, tanti altri, pur non essendo entrati in Consiglio Comunale, cercano, forse di più e con merito, di intervenire sia su temi politici locali che nazionali.
La gioventù è un vantaggio ma diventa svantaggio quando non ci si informa su chi, per esempio, inneggiava nel passato alla rivolta fiscale contro le odiate bollette della TARSU, salvo poi non fare niente per evitarne l’emissione, o chi faceva parte di Amministrazioni generatrici di notevolissimi debiti fuori bilancio, regolarmente saldati dagli amministratori subentrarti nei decenni successivi.
La Politica deve essere accoglienza, ascolto, condivisione, deve essere ordinarietà e programmazione, deve essere trasparenza e onestà, deve essere sempre verità.
Oggi esiste tutto questo ai più alti livelli e a quelli nostri ?
Se dovessi fare riferimento solo a quanto mi è capitato di vedere o leggere negli ultimi anni dovrei proprio dire di no.
A me sembra che l’unica, attuale, ispirazione amministrativa sia quella di archiviare se non addirittura di cancellare le esperienze del passato, dimenticando che chi è a capo di una Comunità attraversa diverse fasi: quelle della programmazione e quelle delle inaugurazioni tutte, comunque, nello spirito della continuità amministrativa.
Poi se uno è bravo e veloce, riesce ad attraversarle entrambe.
Certo, amministrare è cosa ben diversa che vivere nel mondo delle idee e dei sogni.
Mancano le risorse ? Ci sono debiti del passato ?
Dov’è la novità ?
Si, c’è la novità: è colpa di tutte (per non far invidiare nessuno) le Amministrazioni del passato.
Viene il Commissario regionale per il bilancio (onestamente in quasi tutti i Comuni della Provincia) e per il Conto Consuntivo ? Esiste un disavanzo tecnico per l’entrata in vigore di nuove norme nazionali ? E’ difficile (impopolare) chiedere i soldi delle Sentenze ai proprietari di case, ecc. ecc. ?
Ovviamente la colpa è delle Amministrazioni del passato.
Ma non è, evidentemente, merito delle passate Amministrazioni usufruire di tutto quello che è stato realizzato in venti anni, né quello di avviare i lavori finanziati negli anni passati.
E’ legalità inaugurare giardini, spazi e giochi, finanziati dai cittadini facendo intuire che è frutto del lavoro dell’Amministrazione ?
“Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario” (George Orwell).
Forse per tornare a fare politica ci vuole una rivoluzione orwelliana, forse ci vuole … autorità o autorevolezza ?
San Cataldo, lì 26 giugno 2016

Raimondo Torregrossa

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