Politica

Rilancio del centro storico di Caltanissetta: solo “pannicelli caldi”?

 

Riceviamo:

“A 24 mesi dalla scadenza del suo mandato elettorale, quindi dopo 36 mesi di governo della città, l’Amministrazione comunale nissena, guidata da Giovanni Ruvolo pone, all’attenzione dei cittadini, due temi, due questioni cruciali: la questione “centro storico” e la questione “piano regolatore generale”.  E lo fa con due incontri pubblici, negli spazi ovattati del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta. Le due iniziative sono proposte e coordinate dal giovane assessore alla vivibilità e viabilità Giuseppe Tumminelli e vedono la partecipazione degli ordini professionali, degli enti preposti, delle associazioni di categoria, dei rappresentanti dei comitati di quartiere.

L’incontro relativo alla revisione del piano regolatore generale della città avrà luogo giovedì 29 giugno, mentre l’incontro sul centro storico ha già avuto luogo lo scorso lunedì 19 giugno. Un incontro assolutamente tardivo e comunque interessante. Dopo i saluti istituzionali di rito, l’intervento del prof. Giuseppe Trombino (già progettista dell’ultima revisione del piano regolatore generale di Caltanissetta). Il prof. Trombino, citando le esperienze di Siracusa (positiva) e di Agrigento (negativa), ha sottolineato l’importanza degli strumenti urbanistici, l’imprescindibile necessità di un piano nella conduzione della complessa azione di recupero-rigenerazione di un centro storico. Insomma, con misure e interventi slegati da un piano, da una visione e da una regia generali non è possibile ottenere risultati positivi, significativi.

E’ seguito l’intervento del deputato regionale Gianluca Miccichè, che ha ricordato il controverso iter della legge regionale 13/2015 sui centri storici siciliani, annunciando una possibile e auspicata revisione della stessa (di fatto, così com’è, la legge non serve a nulla). Spregiudicate e persino sconcertanti le personali considerazioni di Miccichè sulle modalità di intervento nei centri storici e sugli attuali strumenti di tutela. Condivisibili, ad ogni modo, le sue affermazioni sull’insostenibile immobilismo generato dalla contrapposizione di due “culture”, di due “ideologie”: la cultura-ideologia della “conservazione” e la cultura-ideologia della “speculazione”.

In ordine alle misure amministrative, fiscali e finanziarie poste in essere dall’Amministrazione Ruvolo, molto interessante e appassionato l’intervento del notaio Giuseppe Pilato, che ha definito “pannicelli caldi” gli strumenti e le opportunità di rilancio per il centro storico di Caltanissetta. Insomma: bisognerebbe fare di più e meglio. Così come ad esempio è stato fatto a Ganci dove, il bravissimo sindaco Giuseppe Ferrarello (oggi vicesindaco) ha saputo attivare un processo organico di recupero e rilancio del territorio comunale tutto, attraverso una serie di scelte politico-culturali e misure assai efficaci, che hanno generato una maggiore coesione e identità sociale,  ricchezza e prestigiosi riconoscimenti.

Per ultimo l’intervento del notaio-mecenate Andrea Bartoli, fondatore di Farm Cultural Park, a Favara: un caso assolutamente straordinario di investimento privato finalizzato al recupero e alla rigenerazione di una parte di centro storico. Un intervento generoso, illuminato e creativo che, nel corso di pochi anni, in un contesto difficile, ha saputo trasformare i luoghi e la cultura di una popolazione, innescando processi di positiva e crescente emulazione. Come sappiamo, Farm Cultural Park e Andrea Bartoli hanno ottenuto, in questi anni, premi e riconoscimenti sempre più importanti.

Il dibattito, a conclusione dell’incontro pubblico, non ha registrato alcun intervento da parte dei cittadini. Un eloquente silenzio, potremmo dire.”  

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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